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Uffici postali nei piccoli Comuni, Poste convoca i sindaci per annunciare le nuove strategie


Poste Italiane investirà e non chiuderà gli uffici postali che costellano tutto il Paese e, come ha detto, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Costituiscono nel sentimento degli italiani un presidio dello Stato”. Lo ha detto oggi l’amministratore delegato Matteo Del Fante davanti ad una platea di circa 3mila sindaci provenienti da tutta Italia e riuniti nell’immensa area congressuale della “Nuvola” di Fuksas, a Roma.

“Oggi davanti a voi io, a nome di tutta l’azienda e dei suoi 130 mila colleghi, prenderò dieci impegni – da promesso Del Fante -. In tutti i piccoli Comuni non verranno chiusi o ridimensionati gli uffici postali. Noi vogliamo popolare gli uffici con dei nuovi servizi per permettere alla gente di continuare a vivere nelle zone più marginali. Di più. Gli uffici saranno potenziati nei Comuni turistici e sorvegliati da delle telecamere”. Ancora: “Abbiamo analizzato centinaia di istanze e, proprio per questo, creeremo un presidio dedicato ad accogliere tutte le istanze che arrivano dal territorio”. “Poi – ha continuato Del Fante – nei 254 paesi che sono senza ufficio postale installeremo dei nuovi sportelli e il servizio a domicilio su prenotazione”. Questo tenuto conto che, nei prossimi il volume dei pacchia da consegnare, con la crescita di e-commerce, triplicherà. “Tra un anno – ha chiuso Del Fante – ci incontreremo e mi chiederete conto di quello che ho detto oggi”.

“Ringrazio Poste per aver promosso questa iniziativa – ha detto ancora il premier Conte -. Una giornata che coniuga il tessuto della tradizione socio economico con la tradizione e l’orgoglio del campanile e dell’innovazione”. Ancora: “Poste Italiane di sicuro sarà a fianco al Governo per costruire un’Italia più coesa e solidale. Siamo al lavoro per ridurre le distanze anche su un piano tecnologico, per rendere la tecnologia alla portata di tutti, come portare il digitale nelle pubbliche amministrazioni o semplificare i processi amministrativi”.

“È arrivata l’ora delle proposte concrete – ha invece evidenziato il presidente dell’Uncem, Marco Bussone -. Perché, per esempio, non lavoriamo con l’obiettivo di far gestire a Poste le tesorerie e la gestione dei tributi per i Comuni ? In Italia ci sono 200 Comuni rimasti senza un negozio, dove la desertificazione commerciale è un’emergenza. Poste potrebbe erogare servizi di front office per l’accettazione di documenti e il disbrigo di pratiche in genere come il pagamento di ticket sanitari e altri”.

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