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Truffe agli anziani, i carabinieri consigliano come difendersi


Nei nostri paesi essere ospitali è una necessità. Si offre subito sostegno al viandante, al visitatore, al turista, al lavoratore esogeno che si aggira per le viuzze e per le contrade dei nostri territori, perché prima di tutto si soddisfa un bisogno di apertura mentale altrimenti non possibile per via di quella lontananza dai centri di vita quotidiana. In questi paesi si è talmente lontani dalle frenesie e dal “logorio della vita moderna” che c’è chi ne ha visto un fattore di businnes; come? Pensando bene di penetrare nei meandri dei Borghi antichi, ormai abitati da gente anziana, da persone sole o da coppie di pensionati, in rioni a bassa densità abitativa, che risulta molto facile il raggiro e la truffa. Questi luoghi una volta popolati da signore in crocchi sedute alle sedie impagliate a raccontar dei propri cari lontani, dei loro raccolti di campagna o semplicemente dei centrini all’uncinetto o dei corredi ricamati ai propri figli oggi sono desolati perché popolati – si fa per dire – da pochissimi anziani, in più casi non autosufficienti, da qualche coppia di operai di “Tempa Rossa” o della Fiat di Melfi e da qualche impiegato della pubblica amministrazione.

E siccome l’evoluzione non interessa solo gli uomini di buona volontà ma anche chi studia per far profitti con il minor sforzo possibile, oggi abbiamo furfanti che da questa condizione di bassa densità abitativa riescono a capire ed a carpire le abitudini di alcune famiglie ed a studiarne mosse e condizioni del contesto in cui gli abitanti dei paesi si muovono. Penetrando dunque in questi luoghi remoti ci si imbatte facilmente in persone propense ad aprire le proprie porte di casa, dare ospitalità o a farsi commuovere da storie di indigenze. Sono le truffe del nuovo millennio che per alcuni avvengono insinuandosi in quel mondo dell’informazione che posa sulle piattaforme denominate social network e per altri nelle crepe della solitudine e propensione alla solidarietà. I Carabinieri, nella persona del capitano Lucia Audino, accompagnata dal valente appuntato scelto, Angelo Merico, spiegano ai tanti cittadini accorsi nella sala Consiliare del Comune di Guardia Perticara, che non è più il tempo di aprire le proprie porte a quanti si presentano per proporre elettrodomestici dalle prestazioni fantasmagoriche, né al fattorino che insiste nel consegnare un pacco in contrassegno per il figlio o il nipote, non si può più dare credito alla signorina che tenta di aiutarci a portare le borse della spesa perché è facile che mentre ci accompagna ci chiede notizie all’apparenza innocenti, come il numero dei componenti della propria famiglia, la professione dei propri figli e del coniuge o altre personali indicazioni dello stato familiare. Scene del genere potranno anche sembrare fuori contesto ma tant’è; delle volte, negli spazi di desolazione demografica a cui ci stiamo abituando in questi paesi, può capitare di confondere una signorina male intenzionata per una del posto, e cadere nel tranello che ci espone a progetti truffaldini, specie se ciò capita ad una persona anziana. E non racconto niente di nuovo se dico che nei periodi di autunno vi sono ore dove per le strade dei paeselli si fa fatica a trovare anche un solo essere animato.

Questo spiegava la brillante Capitano Audino che guida la compagnia di Viggiano a cui è affidato il controllo di ben diciannove comuni. Se bussa alla porta una persona che non si conosce e dice di essere un operatore di una qualsiasi compagnia di servizi pubblici, ente o associazione, è buona regola farlo attendere informandolo che si sta chiamando il 112 per verificare la veridicità delle sue dichiarazioni; se è persona chiara e corretta avrà pazienza di attendere le vostre verifiche, se è uno appartenente alla schiera di furfanti che tentano di raggirare anziani e persone sole, allora statene certi che vi saluterà e si dileguerà immediatamente. Tutto ciò stravolge le abitudini dei paesi, che dell’ospitalità ne facevano vessillo d’orgoglio, sconvolge quanti non sapranno più se credere alla solidarietà o all’imbroglio, se le notizie che ci chiedono sono per il ns bene o le nostre necessità o se per far bagaglio di notizie necessarie a studiare il momento giusto per truffarci. Ricordo un racconto di un fatto accaduto alla moglie di un carissimo amico che vive a Parigi.

Circa quindici addietro a Guardia Perticara, un paese di poco meno di cinquecento abitanti, questa signora Francese, si avventura per andare all’unico negozio di alimentari, situato nella parte periferica del centro urbano. Era di novembre, giornata fredda con cielo plumbeo e con la via principale inanimata da qualsivoglia essere capace di camminare, arriva fin fuori il paese e resasi conto che ormai non c’era più spazio dove poter cercare un negozio decise di rientrare; nel centro del paese, che stava ripercorrendo a ritroso, incontra una vecchina vestita di nero, che camminava a passo lento e tipico di una persona molto anziana. Gli chiede, sbiascicando un italiano confuso, dove poter trovare un negozio aperto. La vecchina, capito che si trattava di una signora proveniente dalla Francia, le risponde: “le magasin est à une cent de mètres plus bas, mais il est aujurdu’hui fermé pour le repos hebdomadaire de l’après-midi” ovvero “il negozio è a cento metri più giù, ma oggi è chiuso per riposo pomeridiano settimanale”. La signora Francese sorride e ringrazia ma sorride ancora per aver trovato l’unica signora vagante, in un luogo di fantasmi, che per caso è un emigrante di ritorno dal Belgio dove il marito lavorava nelle miniere. Oggi può capitare invece che una signorina straniera, incontra l’unica vecchina che va a messa e nel chiedergli informazioni o gli ruba il portamonete o acquisisce notizie per poter mettere a segno una truffa più consistente. Non ci sono più le signorine di una volta né le vecchine di una volta, ma se si seguono i consigli dell’ottimo capitano di Viggiano potremmo ridurre le possibilità di subire truffe.

Di tutto ciò che il Capitano ha detto in sala, ce né una che ha sciolto i cuori di quanti con attenzione l’hanno ascoltata per circa un’ora: “occorre sfoderare solidarietà più che mai in questi momenti, non bisogna additare l’amica o il vicino che è incappato in una truffa descritta questa sera, perché questo genera sensi di colpa e di vergogna e quanti potrebbero trovarsi di fronte ad una probabile situazione di truffa avranno ritrosia psicologica a denunciare il fatto o a consigliarsi con le autorità” Ma poi ha aggiunto, con la delicatezza che solo un capitano e per giunta di bella presenza poteva fare: non puntate il dito, tendete la mano. E qui la platea di anziani e meno anziani ha tirato su un applauso scrosciante tutto meritato. Ci si sente più sicuri quando si vedono le divise nere in strisce a banda rossa, ci si sente più controllati quando ci fermano ai bivi delle nostre strade e pur elevando, talvolta, contravvenzioni per patenti scadute, pneumatici lisci o altre irregolarità, la loro presenza ci rassicura. Questo perché il carabiniere è “schiavo sol del dover, usa obbedir tacendo e tacendo morir, ed è il terror dei rei”. Gli anziani, le nonne, le zie e tutte quelle persone che di solitudine vivono e di solitudine posson perire hanno stretto Lucia Audino, come si fa con una persona cara e di famiglia, in un abbraccio caloroso.

Ed in questo calore ognuno da ora sarà più accorto, sarà più guardingo e saprà dove rivolgersi per farsi sostenere; anche se non manca la speranza che i “cattivi”, come li ha definiti il Capitano, si ravvedano e abbandonino la via della delinquenza, perché in questi sperduti Borghi siamo ben lieti di ospitare tutti, anche quelli che soffrono di bisogni che pensano di soddisfare con il raggiro. Grazie ai Carabinieri, grazie al Capitano Lucia Audino e grazie al Sindaco, Angelo Mastronardi, che ha sostenuto fortemente l’iniziativa a favore dei suoi concittadini.

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