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Tragedia a Torino: era lucano il più giovane dei tre operai morti schiacciati da una gru


Si torna a parlare di morti bianche purtroppo alle soglie del Natale. I tre operai che in via Genova, una strada molto popolosa di Torino, a due passi dal Lingotto, una zona di grande passaggio, dove sono numerosi i negozi e i servizi. in una giornata pervasa dall’ l’atmosfera delle feste,  tre audaci montatori stavano ultimando l’allestimento di una gru per la ristrutturazione della facciata di un condominio, era forse uno dei loro ultimi impegni da portare a termine prima delle loro ”meritate feste Natalizie, ignari della catastrofe che gli sarebbe costata la vita , nel crollo sono rimaste coinvolte anche altre persone che hanno riportato ferite, tra cui un uomo, estratto dalla sua auto, rimasta schiacciata nel crollo. Le vittime nel crollo della gru, farebbero parte di una azienda del Milanese, la Fiammengo, sono Roberto Peretto, di Cassano d’Adda (Milano), 52 anni, Marco Pozzetti, 54 anni, di Carugate (Milano),  entrambi morti sul colpo, mentre il più giovane, aveva  solo 20 anni, Filippo Falotico residente a Coazze (Torino), è deceduto dopo il trasporto in emergenza al Cto di Torino, proveniva dalla Basilicata le cui origini sono di Laurenzana. Filippo Falotico era la mascotte tra i colleghi, nonostante la giovane età era molto stimato per il suo impegno professionale di lavoratore indefesso, mostrava con entusiasmo  il suo coraggio anche sui social, resta sulla sua bacheca Instagram l’ultimo post emblematico, un selfie con la Mole Antonelliana sullo sfondo: “Iniziare con la pioggia e finire con il sole, freddo gelido e caldo insopportabile. Ma la vista ripaga sempre”.
Da una prima ricostruzione i tre operai si trovavano sulla piattaforma per montare il braccio della gru poi crollata, precipitati da decine di metri di altezza, la gru si sarebbe frantumata in punti diversi, uno degli operai  è finito sotto il contrappeso in cemento.
Così il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Agatino Carrolo, riassume l’esito dei primi accertamenti sull’incidente: “un cedimento alla base della gru che ha comportato a cascata il crollo della struttura reticolare che serviva per le operazioni di manutenzione della facciata dell’edificio. Non escludo – ha aggiunto – altri cedimenti localizzati lungo lo sviluppo della volata della gru. Premesso che sarà la magistratura a ricostruire nel dettaglio quanto accaduto” Non vorremmo ritrovarci ancora una volta di fronte all’ennesima strage nei cantieri legata a tempi e modalità di lavoro. Dove la fretta e la velocità eccessiva aumentano i rischi, dove la ripresa fa sempre più rima con incidenti e lavoro nero a fronte di una domanda di lavori superiore alla capacità delle stesse imprese.
Una strage infinita, di fronte alla quale – a parte il doveroso cordoglio verso le famiglie delle vittime – le parole ormai sembrano inadeguate. Così, in una nota, Cgil e Fillea Cgil Torino.
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini e il segretario della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi, che avvertono: “La logica di fare sempre di più e più presto, con orari di lavoro massacranti e ricorso a squadre di cottimisti in sub appalto, che rischia di mettere la sicurezza di lavoratori dei cittadini in secondo piano deve essere contrastata. I cantieri non possono diventare il far west”.
“Occorrono fatti concreti a partire da più controlli e più formazione, soprattutto in edilizia, tanto più in questa fase di forte ripresa del lavoro, dove la fretta spesso prevale su tutto – aggiungono i sindacati -. La sicurezza è un diritto e non un costo. Una vera cultura della sicurezza e della legalità”, rimarca Sbarra.
Chiediamo a tutti di fare la propria parte, a partire da un rapido accertamento delle responsabilità di questa ennesima tragedia. Tutta la Basilicata si unisce al cordoglio di queste vittime del lavoro, accanto alla comunità di Laurenzana che piange l’ennesima perdita di un figlio.
Carmen De Rosa

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