Lavoro

TotalEnergies, Sindacati: “nessuna conciliazione, sarà sciopero”


Dopo aver proclamato lo stato di agitazione in data 16 maggio 2023, le segreterie territoriali Filctem-CGIL, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e le rispettive RSU, si sono incontrate con l’azienda TotalEnergies S.P.A. dinanzi il Prefetto di Potenza per cercare un punto di riconciliazione che, purtroppo, non è stato possibile trovare.
Stato di agitazione proclamato in seguito a numerosissimi incontri in cui, le organizzazioni sindacali, hanno denunciato un sottodimensionamento del personale tale che, della sicurezza sul lavoro, non ne rimane che un miraggio.
Ancora una volta, ci siamo trovati di fronte ad una chiara e decisa posizione aziendale senza possibilità alcuna di poter affrontare un tema tanto importante, quale la sicurezza che, per il management presente in Prefettura il 07 giugno 2023, più persone lavorano, più diminuisce la sicurezza dei lavoratori. C’è qualcosa di dissonante rispetto a tale affermazione perché abbiamo sempre pensato essere il contrario. Abbiamo sempre creduto che, dividersi la fatica, agevolasse ogni lavoratore da un eventuale incidente/infortunio ma, per TotalEnergies, non è così.

E pensare che, sono proprio i lavoratori che si ritengono stremati dai ritmi elevati dovuti alla mole di lavoro cospicua in funzione delle poche unità operative che si dividono fra le 3 piattaforme del centro olio e il giro pozzi, trovandosi, il più delle volte, a lavorare da soli ma, anche su questo aspetto, c’è una visione assai discordante tra la voce aziendale che ritiene più sicuro lavorare in solitaria, piuttosto che dividersi i compiti.
E’ inaccettabile quanto suddetto, soprattutto in virtù della cronaca quotidiana che, ogni giorno ci notizia di “morti bianche” e, proprio per questo, in primis le aziende, dovrebbero prevenire talune sciagure e porre i lavoratori nella migliore condizione possibile affinché sia garantita la sicurezza in modo concreto e pratico e non solo con i paroloni per farsi propaganda.
E’ necessario, se non fondamentale, ricordare e sottolineare la pazienza che la parte sindacale ha oltremodo messo in campo per cercare di traguardare ciò che poi si è rivelato essere, per responsabilità aziendale, un grande fallimento, non solo nei confronti dei lavoratori, ma di tutta la popolazione e di ogni singolo centimetro di questo territorio sfruttato, con la logica del solo prendere da questa terra che tanto offre, senza la tutela della sua gente, del territorio e di tutti i lavoratori di Tempa Rossa.
Un punto di non ritorno quello in cui ci troviamo, dove l’unica strada percorribile è quella dello sciopero, che porteremo avanti fino a trovare interlocutori rispettosi di questo territorio.

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