Lavoro e Salute

Total assume 30 giovani, perché l’Eni non possa fare lo stesso?

“Se la Total ha assunto 30 giovani ingegneri e tecnici lucani per il sito Tempo Rossa non capiamo perché l’Eni non possa fare lo stesso per impiegare più giovani professionalità nelle proprie attività in Val d’Agri”. E’ quanto sostiene l’Associazione Bene Comune Viggiano in una nota a firma del presidente Vittorio Prinzi. Ci sembra superfluo – è scritto nella nota – continuare a ripetere che la fuga di laureati, vale a dire di giovani lucani che una volta conseguita la laurea in atenei del centro-nord non fanno più ritorno nei paesi di origine, è diventata da tempo il caso più vistoso dell’emergenza “risorse umane”. Un’emergenza che, evidentemente, il Master universitario di II livello in Petroleum Geoscience attivato negli anni dall’Unibas, non è riuscita a tamponare in quanto senza prospettive di lavoro nei due comprensori petroliferi ai nostri giovani dopo il Master non resta che trovare adeguata occupazione all’estero nei Paesi che al contrario del nostro valorizzano queste figure professionali altamente specializzate.

La Total ha comunque dato un segnale che va sottolineato per la sua positività: è possibile impiegare in loco laureati che le famiglie lucane con grandi sacrifici hanno sostenuto negli studi. E a confermare che non è vero che si sceglie volontariamente la strada dell’emigrazione – continua la nota – è l’alto numero di candidature presentate in attuazione dell’avviso di selezione della Total. Un ruolo importante per la formazione ha lo stage in alcune delle maggiori aziende del settore. L’obiettivo centrale da perseguire è quello di fornire un’esperienza professionale direttamente agganciata con il mondo dell’industria degli idrocarburi e, contestualmente, sviluppare nuove sinergie tra il mondo accademico lucano e le imprese che operano sul territorio nazionale. Su questo terreno – sostiene l’Associazione Bene Comune – c’è da aspettarsi di più dalla Fondazione Mattei e complessivamente dall’Eni per realizzare l’antico e sempre attuale progetto di “distretto energetico” Val d’Agri-Sauro nel quale far confluire non solo attività di ricerca e produzione di petrolio gas ma anche di energia rinnovabile con tutte le iniziative dell’indotto in grado di garantire più occupazione qualificata e duratura.

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