Petrolio in Val d'Agri e Valle del SauroEditorialePrimo Piano

Tornano gli avvisi di ricerca personale a Tempa Rossa

Ritorna il tanto agognato avviso per quanti, in questa landa desolata dell’entroterra Lucano, vorrebbero trovare un lavoro per evitare di emigrare. Sono avvisi ai quali ci eravamo assuefatti in fase di costruzione del centro Olio di Tempa Rossa.

La grafica è simile e, ahinoi, anche il tenore.  Il discriminante è sempre lo stesso: aver maturata una pregressa (almeno 10/15 anni) e comprovata  esperienza nel settore OIL & GAS. A questo stringente discriminante si aggiunge una novità che sarebbe interessante capire se sia un refuso di dattiloscrittura o una esilarante trovata per trasformare in ingegnere meccanico un fabbro di comprovata esperienza o in ingegnere strutturista un bravissimo muratore/carpentiere; ovviamente si propende per la prima ipotesi.

Ma veniamo ai fatti di sostanza. Addio al sogno dei nostri Ingegneri di indossare elmetti e tute operative per poter far valere l’accademia acquisita nelle aule universitarie. Addio al tanto agognato lavoro nella terra che li ha visti crescere e per la quale vorrebbero spendersi per migliorarla, monitorarla, accompagnarla nella crescita sociale ed economica. Ora viene da pensare:  un giovane diplomato che abbia la certificazione per avere ruoli di controlli per la sicurezza e,  per giunta, almeno dieci anni di esperienza è più facile trovarlo nell’Hinterland  di Taranto o Brindisi, dove altri fenomeni industriali hanno dissipato sul fattore umano le loro crisi finanziarie o industriali lasciando disoccupate persone alle quali resta come rendita di fine lavoro l’esperienza maturata, non certo in quest’area, dove fino a qualche anno addietro c’era solo agricoltura e talvolta edilizia. Da noi trovi Ingegneri bravissimi oppure tecnici operatori preparati e con tanto di specializzazione pertinente ma ovviamente mancanti dell’esperienza richiesta dai bandi. I nostri giovani pur avendo frequentato corsi per saldatori, addetti alla sicurezza o conseguito la laurea in chimica o ingegneria gli è mancata  la possibilità di farle certe esperienze.

Le compagnie petrolifere e le imprese impegnate in tali lavori devono spendere ed investire anche un po’ in fiducia sui nostri giovani, i quali oltre ad essere laureati e diplomati hanno l’innato senso Lucano del lavoro pur mancando di quella esperienza che li rende assumibili subito.  I ns Sindacati devono aspirare ad avere questo tipo di atteggiamento dalle Company impegnate nello sfruttamento minerario, perché viene il sospetto che di tale contenuto esperienziale spesso fanno uso necessario al sostegno del loro arbitrio nel dire Si o nel dire No all’agognata aspettativa di lavoro da parte di un giovane che in alternativa vede solo l’emigrazione in altre zone del mondo.

Dicevamo dei corsi da saldatore ed altre tipologie preparative per il mondo del lavoro industriale estrattivo, ma non possiamo non fare la riflessione sul fatto che la preparazione scolastica non soddisfa le aspettative imprenditoriali di assumere gente da immettere immediatamente nel circuito produttivo, senza lunghi affiancamenti e senza attendere la crescita esperienziale. E non possiamo farne un motivo di colpa perché ormai il tirocinio, l’esperienza e la crescita dell’esperienza è una prassi che la troviamo anche nelle più alte linee di profilo lavorativo, dal medico all’ingegnere fino all’informatico più aggiornato che la piazza dei cibernauti possa offrire. Per un’azienda il fattore esperienza è tutto. L’esperienza diventa il Know-how; avere capacità migliori per poter fare subito e bene ciò che si viene chiamati a fare.  Ma, a solo titolo di  esempio, immaginiamo che un Ospedale, diretto da una persona avveduta ed accorta, non si lascerà sfuggire il giovane Laureato che ha dimostrato di avere doti scientifiche ed accademiche superiori alla media pur se per portarlo a livelli adeguati agli standard prestazionali occorre investire tempo e denaro per fargli maturare quella giusta esperienza che fa di un Ospedale un Ospedale di Eccellenza.

Ecco, questo vorremmo dalle aziende che vengono a lavorare qui nel Sauro:  rispetto dei nostri giovani per le aspettative occupazionali e della loro preparazione, nonché  disponibilità a scommettere sulla loro capacità di diventare ottimi tecnici ed ottimi dirigenti dopo aver acquisito la necessaria esperienza.  Anche questo tempo deve stare nei conti di spesa per lo sfruttamento di questa risorsa mineraria, altrimenti saremo solo osservatori ed i pochi duri a resistere nell’ottenere un lavoro senza emigrare saranno in balia di chi, con la scusa dell’esperienza, alimenta il vortice dell’arbitrio tipico di chi ha potere contrattuale nei confronti delle compagnie petrolifere e delle aziende collaterali. La compressione temporale è una diseconomia che non deve scontare il Lucano ma deve accollarsela chi fa profitti con la ricchezza del sottosuolo e far si che questa relazione verticale con il territorio sia foriera di progresso per gli abitanti e non causa di cambiamenti radicali che nel lungo periodo portino questi luoghi ad assomigliare alle desolate lande siberiane e non più alle lande Lucane che narrava Leonardo Sinisgalli. Quelle lande che seppur desolate conservavano comunque una carica di dignità che ora potrebbe svanire nel nulla qualora svanisse anche quest’altra ennesima opportunità di sviluppo socio-economico.

Gianfranco Massaro – Agos

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