In rappresentanza della Associazione per la Tutela e Valorizzazione della Risorsa Acqua il giorno 22 ottobre abbiamo assistito ai lavori del Consiglio regionale straordinario sulla crisi idrica e conseguenze sul comparto agricolo.
Siamo stupiti dalla mancanza di conoscenza delle problematiche del territorio dell’Alta Val d’Agri, con particolare riferimento al comprensorio di Peschiera.
Sia nell’estate 2024 che in quella appena trascorsa sono circa 500 gli ettari di terreno serviti dallo schema irriguo Peschiera rimasti all’asciutto, e non un centinaio come affermato ( il ché sarebbe già grave ), e molti di questi terreni sono condotti da giovani che hanno fatto il primo insediamento.
La solidarietà alla città di Potenza ed ai comuni limitrofi che attingono l’acqua dalla Alta Val d’Agri, e nel caso specifico dai pozzi realizzati a monte della sorgente Peschiera, non sono frutto di una scelta emergenziale degli ultimi due anni ma risale al 1983. Molto probabilmente i consiglieri regionali ignorano la Direttiva Azzarà del 02 febbraio 1983 con la quale si predisponevano i prelievi da effettuare ad integrazione dell’acquedotto del Basento. Nella direttiva venivano stabiliti i quantitativi di acqua da prelevare nei diversi periodi, in particolare per garantire l’irrigazione nei mesi estivi, e le compensazioni per il territorio. Tra le compensazioni vi era la costruzione della diga di Marsico Nuovo per l’irrigazione dei terreni a valle della stessa. A questo si aggiunge la presenza in valle di impianti di captazione di acqua che alimentano diverse vasche di irrigazione, la maggior parte collegate tra di loro con la possibilità, attraverso semplici manovre, di spostare l’acqua da un impianto all’altro a seconda delle necessità.
Nel mese di marzo abbiamo relazionato al Prefetto ed al Presidente Bardi, anche in qualità di commissario straordinario per l’emergenza idrica, sullo stato delle sorgenti e sugli impianti presenti in Alta Val d’Agri chiedendo un incontro. Successivamente abbiamo consegnato all’assessore Cicala le nostre proposte per fronteggiare nell’immediato, e con i mezzi a disposizione, quella che si presentava già come una imminente emergenza idrica solo per alcuni comprensori, ma senza alcun riscontro. Meravigliano quindi le dichiarazioni fatte in Consiglio sulla impossibilità di convocare il Comitato Spontaneo dei Giovani agricoltori in mancanza di un referente e di una mail quando sono state disattese le richieste di incontro della nostra Associazione legalmente costituita con un proprio Presidente, una mail, una pec ed un contatto telefonico.
Sono state spese parole di elogio nei confronti del lavoro svolto dal Consorzio di Bonifica Unico Regionale, responsabile a nostro avviso delle inefficienze che hanno messo in difficoltà molte aziende agricole. Sorprende sentir dire che “il Consorzio non può distribuire l’acqua che non c’è” dimenticando che quella che è la “mission” dell’ente che invitiamo i consiglieri regionali a rileggere. Sicuramente la carenza di precipitazioni ha aggravato la situazione ma di certo non è responsabile degli impianti abbandonati, delle condotte colabrodo, degli interventi sulle dighe non realizzati ecc…
E’ dal 2023 che nel mese di marzo il presidente della Coldiretti ed il presidente del Consorzio proclamano la fine dei lavori sull’invaso di Marsico Nuovo e l’entrata in esercizio della stessa ma ad oggi non risulta ancora collaudata. Colpa dell’emergenza climatica ? La politica deve avere il coraggio di riconoscere che la legge istitutiva del Consorzio Unico Regionale è stata un fallimento ed è la principale responsabile delle inefficienze e delle carenze che il mondo agricolo denuncia da tempo.
Siamo infine del parere che nelle aree interne vada favorita la presenza umana fornendo acqua anche laddove risultasse in termini venali antieconomico perché il presidio degli agricoltori garantirebbe la tutela e la salvaguardia del territorio, con un ritorno in termini ambientali e di flusso turistico sicuramente superiore al costo economico sostenuto.
IL PRESIDENTE
Domenico Tropiano




