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Telefonia mobile: finalmente dal 15 giugno stop al roaming in Europa


Roaming addio. Il Parlamento europeo ha dato il via libera approvando con 549 voti a favore, 27 contrari e 50 astensioni l’accordo informale con il Consiglio che stabilisce limiti ai prezzi all’ingrosso per l’uso della telefonia mobile.

“Questa è una grande vittoria per i consumatori europei – commenta la relatrice Miapetra Kumpula-Natri (S&D, FI) –  Possiamo celebrare il fatto che dal 15 giugno non ci saranno più tasse sul roaming. Gli utenti europei in viaggio potranno controllare le proprie e-mail, usare le mappe, caricare foto sui social media, telefonare e scrivere messaggi a casa senza costi aggiuntivi”.

La data: il 15 giugno

Rimosso l’ultimo ostacolo all’abolizione dei costi del “roaming”  programmata per il 15 giugno, che consentirà ai consumatori di telefonare, inviare messaggi e utilizzare dati della rete mobile mentre si trovano in altri Stati della Ue senza pagare tariffe aggiuntive. Nell’accordo informale tra il Parlamento e il Consiglio sui tetti ai prezzi all’ingrosso si stabiliscono i limiti sui costi che gli operatori telefonici potranno addebitarsi reciprocamente per l’utilizzo delle loro reti al fine di effettuare chiamate transfrontaliere in “roaming”. Tali prezzi all’ingrosso del roaming influenzeranno indirettamente i costi finali dei consumatori.

Le tariffe

In base all’accordo, quindi, dal 15 giugno 2017 il prezzo all’ingrosso (quello che vale nelle transazioni tra gli operatori) scenderà dagli attuali 50 euro per Giga a 7,7 euro. Il ribasso proseguirà: sei euro dal primo gennaio 2018, 4,5 euro dal primo gennaio 2019, fino al raggiungimento della cifra di 2,5 euro per Gigabyte a partire dal 2022. Un tetto molto più basso rispetto alla proposta iniziale della Commissione, ovvero 8,5 euro/GB. Per quanto riguarda le chiamate, la tariffa massima sarà ridotta dagli attuali 5 centesimi a 3,2 centesimi al minuto. Mentre il prezzo degli sms scenderà da 2 centesimi a uno. Dopo l’accordo, manca solo la ratifica delle nuove tariffe — più basse del 90 per cento di quelle ora in uso — di Parlamento e Consiglio. I nuovi limiti «devono essere sufficientemente bassi per permettere agli operatori di offrire roaming gratuitamente ai loro clienti senza aumentare i prezzi interni e nello stesso tempo i limiti devono essere sufficientemente alti per permettere agli operatori nei paesi ospitanti di recuperare i costi senza aumentare i prezzi interni al dettaglio», indica il Consiglio. Inoltre, i tetti devono permettere la continua manutenzione e il continuo aggiornamento delle reti.

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