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Sulle Zone Economiche Speciali nessuno parla della Val d’Agri

Nel dibattito tutto in politichese sulle Zone Economiche Speciali nessuno parla della Val d’Agri e del progetto Zona Franca. A noi non interessano le polemiche sempre in politichese che stanno coinvolgendo il Presidente Pittella per l’indicazione di Galdo di Lauria vicino casa sua. Piuttosto ci interessa quale presente si vuol dare al comprensorio petrolifero allargato al Sauro (Tempa Rossa) e quale futuro oltre il petrolio.

E’ il caso di rinfrescare la memoria e di ricordare gli impegni assunti da tanti politici, amministratori, parlamentari negli anni passati. Il Csail (che conserva nel logo la dicitura “Zona franca”) è dal 2001 che si batte per l’istituzione di una Zona Franca nel comprensorio petrolifero,  per non pagare il carburante con il prezzo più alto come accade adesso, e  per favorire investimenti industriali assicurando gas-energia e acqua a tariffe scontatissime e attraverso sgravi fiscali specie a favore di piccole e medie imprese e di nuove assunzioni.

Sia chiaro: almeno per noi non si tratta di quel pateracchio di Zona a burocrazia zero già Zona Franca Urbana che in Basilicata riguarda l’area industriale di Matera e che si è rivelata una bufala perché non ha dato alcun risultato(come nel resto del Paese). La Zona franca che intendiamo e sosteniamo noi del Csail dagli anni ottanta (con la raccolta di circa 30mila firme) è tutt’altra cosa perché deve contenere tutti i benefici anche di natura fiscale, altrimenti non riusciamo a capire per quali motivi gruppi o singoli industriali dovrebbero pensare di venire a produrre in Val d’Agri. E non si sottovaluti che tra gli elementi che appesantiscono il fattore competitività dell’industria italiana ci sono propri i costi aziendali con al primo posto energia ed acqua a cui si aggiunge la carenza infrastrutturale che rende più alta la spesa per il trasporto merci e prodotti.  Solo attraverso distretti con un regime no tax e burocrazia zero, come sostiene l’europarlamentare Gianni Pittella,  e aggiungiamo con costi energetici e dell’acqua più bassi, agevolazioni fiscali, possiamo sperare di attrarre capitali nazionali ed esteri, arrestando cosi’ il processo di desertificazione industriale denunciato dalla Svimez insieme al divario fiscale tra Sud e Nord.

Noi del Csail  vogliamo, ancora una volta, svegliare dal lungo letargo tutti i politici di ogni grado e colore eletti in Basilicata.  Ci sono soprattutto  gli indicatori economici legati alla disoccupazione, allo spopolamento e aggregando una decina di comuni si raggiunge la soglia demografica richiesta. A questo punto, mettendo da parte le divisioni politiche, gli esponenti lucani di Governo  e i parlamentari della nostra regione,  di intesa con il Governatore e gli europarlamentari devono mettere nella trattativa in atto con  Governo, Commissione Europea e compagnie petrolifere sulla partita petrolio  anche l’istituzione della Zona Franca Val d’Agri-Sauro.

Per il comprensorio del petrolio è questo uno strumento efficace di contrasto alla povertà che continua a coinvolgere sempre più famiglie e che l’ “oro nero” non ha neanche lontanamente attutito.

Per questo siamo pronti a riprendere la mobilitazione popolare degli anni ottanta raccogliendo con i nostri banchetti altre 30mila firme!

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