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Successo di pubblico e di qualità per la quarta edizione del Canta Orsoleo. 1 giugno 2019.


È da un po’ di anni che il mondo sta rivedendo i parametri e gli indicatori di benessere di un popolo. Sembrerebbe che, dal famoso discorso di R.Kennedy, tenuto il 18 marzo 1968 alla Kansas University, il P.I.L. non basti ad esprimere il grado di benessere di una popolazione.

La vita sociale è al primo posto, perché a nulla servirebbe una ricchezza che non dia la possibilità di essere felici.

Al “Canta Orsoleo”, giunto alla sua IV edizione, si è visto un popolo capace di esprimere la sua gioia attraverso un concorso canoro semplice, popolare ma molto sentito. Un modo di stimolare la propria passione, ostentandola al pubblico sottoponendosi ad un giudizio di merito.  Un indicatore di vitalità molto valido ed alternativo al P.I.L., del resto R.Kennedy si interrogava sulla inutilità di un indicatore che “misura tutto eccetto quello che rende la vita degna di essere vissuta”.

Dunque la Val d’Agri raccoglie concorrenti anche fuori regione, tanto quanto basta per capire che in un range d’età che va dai sedici ai settantacinque anni, c’è gente, in questo maledetto meridione, piena di vitalità e che vuole farlo sapere a tutti attraverso l’arte del canto.

Una serata che ha visto impegnati tecnici, esperti di musica, impresari dello spettacolo, politici del luogo ed un pubblico che ha passato una serata alternativa al solito sabato sera in pizzeria.

Operazioni di questo tipo, grazie a chi ci mette passione e impegno, rigorosamente no-profit, assumono valore di maieutica culturale, rappresentando una vera e propria levata di potenzialità artistiche che altrimenti rimarrebbero nascoste; potremmo dire che è “un esercizio.. per sviluppare quel talento latente che è nascosto tra le pieghe della mente”, come cantava Eugenio Finardi negli anni ottanta.



Quando un popolo sa spaziare nella cultura, rimestando nelle sue varie declinazioni, dalla poesia, allo sport o alla pittura, fino ad arrivare al canto allora vuol dire che è un popolo sano e vivo. Da sempre; basti pensare ai fermenti culturali della Napoli e della Sicilia al tempo del regno delle due Sicilie.

Da quando siamo diventati una questione, subito dopo esserci uniti al resto dello stivale, la lentezza ci ha penalizzato.

Siamo vivi, siamo sani ed abbiamo anche tante potenzialità, ma la velocità di progredire ed evolverci ci ha sempre penalizzato rispetto ai ritmi del Nord dell’Italia e d’Europa.

Tutto lascia ben sperare, se c’è gente che ancora vive con gioiosità una gara così carica di emotività, allora c’è speranza in una accelerazione evolutiva che ci renderà giustizia.

Dimenticavo, sono stati tutti eccellenti, ad eccezione di qualche performance più da corrida che da concorso canoro, ma nelle competizioni uno solo vince, e stavolta è toccato a Gabriele Cirigliano con “Così sbagliato”, un brano de “Le Vibrazioni” mentre il pubblico del WEB ha premiato Marianna Scavullo di Corleto Perticara, che ha regalato al pubblico in sala una bellissima interpretazione di Mina con il brano, “Amor mio”.

 

Dal centro polifunzionale di Sant’Arcangelo, Gianfranco Massaro – Agos   

 

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