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Dopo storica riunione Sindaci Val d’Agri un Osservatorio popolare che li affianchi

Riusciranno i nostri “eroi” a cambiare le cose nel comprensorio petrolifero d’Europa? E’ la domanda che abbiamo raccolto tra i cittadini  di Grumento, Viggiano, Sarconi, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Spinoso, Montemurro, Moliterno, Tramutola, Paterno dopo quella che viene descritta come la “storica” riunione dei sindaci e dei sindacati per tentare, per l’ennesima volta, di realizzare una inversione di tendenza rispetto all’industria petrolifera lucana. Intanto, non mi pare ci sia stato alcun cenno di autocritica da parte di sindaci e sindacalisti che pure hanno condiviso e tollerato sullo sperpero di un miliardo di euro di royalties dirette ed indirette per tanti lunghissimi anni. Anzi, pare che adesso si voglia riesumare il POV (Programma Operativo Val d’Agri) che è stato lo strumento principale degli sprechi e comunque di spese inutili che non hanno prodotto posti stabili di lavoro, sviluppo, benessere sociale, ma al contrario l’acuirsi del fenomeno della povertà. E’ evidente che i cittadini diffidano dei dieci sindaci dell’alta Val d’Agri e delle segreterie sindacali di CGIL, CISL e UIL, pronti sempre a “marciare” senza risultati, fino a quando non dimostreranno con i fatti che si vuole realmente ripartire dall’anno zero come hanno scritto in questi giorni i giornali. E allora come metodo di cambiamento proponiamo che la Conferenza dei sindaci sia affiancata da un Osservatorio popolare composto da rappresentanti di associazioni e movimenti civici che in vari campi si battono per la trasparenza nella spesa delle royalties e per il vero cambiamento. Non può bastare invocare la volontà di evitare la polverizzazione delle risorse e di concentrarsi su pochi progetti di natura comprensoriale, con un occhio di riguardo per chi subisce di più le ricadute negative delle estrazioni petrolifere. La piattaforma per uno sviluppo sostenibile in Val d’Agri, per l’occupazione, le infrastrutture di cui c’è bisogno, lo stop alla fuga dei giovani si costruisce con le comunità locali. E noi insistiamo perchè si sostenga la proposta di Zona Economica Speciale, l’unica in grado di moltiplicare gli effetti della produzione di idrocarburi a favore di imprese che vorranno localizzarsi in Val d’Agri e di cittadini e famiglie che pagheranno meno il carburante e il gas domestico. Non è chiaro infine come si pensa di vincere la battaglia del “tetto alle trivelle” senza un’adeguata strategia di contrasto a scelte del Governo nazionale e delle compagnie. Sicuramente un bel documento di protesta, l’ennesimo documento di sindaci e sindacati non basterà.

Filippo Massaro, portavoce Csail  

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