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Spettacolo teatrale “Un politico scomodo”, ritratto storico di Ferdinando Petruccelli della Gattina

In scena sabato 30 novembre al Teatro Pino di Moliterno il dramma storico di Antonio Montemurro


Conoscere il territorio in cui si abita deve essere una prerogativa, conoscere chi del passato ha portato lustro al tuo territorio da terre più o meno lontane deve essere una necessità.

Chi era Ferdinando Petruccelli della Gattina?

Ferdinando Petruccelli è nato a Moliterno nel 1815 – anno del Congresso di Vienna – in cui si decisero le sorti dell’Europa dopo il periodo Napoleonico. Anticlericale fin dall’adolescenza, aggiunse al suo nome “Ferdinando Petruccelli” la dicitura “della Gattina” per sviare la polizia borbonica che lo perseguitava per fini politici. Nel periodo universitario a Napoli nacque la sua vocazione giornalistica, e dopo la laurea in medicina, seguì questa strada.

Nei moti del 1848 partecipò attivamente sia in Basilicata che in Calabria. Fallite le rivolte e braccato dalla polizia visse in clandestinità per un anno prima di trasferirsi a Parigi per qualche anno e infine a Londra. Nei 13 anni di esilio conobbe vari esuli democratici italiani come Mazzini. In questi anni si dedicò molto alla scrittura giornalistica pubblicando in varie testate francesi e inglesi.

Rientrò in Italia con la spedizione dei mille che seguì come corrispondente fino all’ingresso trionfale a Napoli. Candidatosi in politica nella nascente Italia dei Savoia fu eletto al parlamento due volte nelle fila della sinistra. Perse fin da subito l’entusiasmo iniziale e a questo rammarico si deve il libro “I moribondi del Palazzo Carignano” del 1862.

Nel mentre procedeva la sua attività da politico collaborò con molte testate italiane, da inviato seguì la guerra franco-prussiano nel 1870. Inasprì il suo pensiero anticlericale addirittura invitando lo Stato a fare guerra contro la Santa Sede e sostenne l’abolizione della «legge delle guarentigie» che disciplina i rapporti tra lo Stato e la Santa Sede riconoscendone alcuni privilegi. Non era contrario invece al basso clero sulla quale era favorevole ad una sua emancipazione dalle gerarchie ecclesiastiche, sostenne la laicità dell’insegnamento e lo sviluppo ferroviario del meridione d’Italia.

Visse gli ultimi anni della sua vita a Parigi dove morì nel 1890 e per sua volontà fu cremato e le sue ceneri tumulate a Londra.

Giustino Fortunato, un altro personaggio noto lucano, conobbe il Petruccelli a Parigi e di lui disse: era come un “Robespierre redivivo”. Indro Montanelli lo considerò il «più brillante giornalista italiano dell’Ottocento» e le sue cronache «incanterebbero per la loro freschezza e modernità».

Dovremmo essere fieri di un personaggio di tale portata. Moliterno lo è: a lui è dedicata l’Istituto Tecnico Statale per Ragioneria e Geometri alla quale anche io per cinque sono stato studente. Ora la Scuola è stata accorpata al Professionale e si chiama Istituto di Istruzione Secondaria Petruccelli – Parisi.

Da anni i  progetti europei al quale partecipa la Basilicata ha le finalità di far conoscere l’illustre personalità lucana di Ferdinando Petruccelli della Gattina.  Il progetto coinvolge la Regione Basilicata ed il Comune di Moliterno nella persona del Vice-Sindaco Raffaele Acquafredda. Questi percorsi di valorizzazione culturale e degli itinerari di ispirazione letteraria e storica, rientrano nella strategia regionale di valorizzazione delle identità culturali, che hanno come obiettivo il rafforzamento di “presidi culturali” sul territorio, capaci di attivare  politiche di alta formazione, attraverso la messa a disposizione  di borse di dottorato sui temi delle identità territoriali e  sperimentare modelli di gestione degli stessi presidi  per favorire nuova occupazione di risorse umane qualificate nella filiera dell’ impresa culturale.

La divulgazione della conoscenza di Petruccelli sta avvenendo in varie forme. Convegni a Mosca, Torino, Firenze, Napoli. Rappresentazioni teatrali a Torino, Firenze, Matera Capitale Europea della Cultura e nel paese natio di Petruccelli.

L’ esigenza di rendere tali percorsi culturali fruibili ad un pubblico più ampio, oltre che lavorare su una esigenza di formazione di nuovo pubblico, ha spinto ad attingere a linguaggi diversificati e più immediati, come quello del teatro, tanto da accogliere con entusiasmo la Compagnia Talìa Teatro di Matera nello spettacolo: “Un politico scomodo” di Antonio Montemurro, dedicato  alla figura  autorevole di Ferdinando Petruccelli della Gattina.

Dramma storico scritto da Antonio Montemurro, da lui stesso interpretato (incredibile la sua somiglianza con Ferdinando), è andato in scena sabato 30 novembre al teatro Pino di Moliterno. Lo spettacolo ha il suo punto di forza nei dialoghi: riportati identici ai libri di Petruccelli da cui sono presi, per non modificarne il senso e trasmettere allo spettatore ciò che lui voleva intendere e nell’interpretazione coinvolgente di Antonio Montemurro. Questi fattori fanno di “Un politico scomodo”, un ritratto avvolgente e dinamico alla quale ne sono rimasto positivamente affascinato.

La curiosità di dare dei lineamenti pensanti a chi ha dato il nome alla scuola, che mi ha visto frequentare per cinque anni, era alta e sono stato appagato con soddisfazione. Avevo vaghe informazioni su Petruccelli. Ora posso dire che su molti aspetti di pensiero mi ci ritrovo in lui.

 

Foto di Pasquale Dicillo che ci ha gentilmente concesso.

 

 

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