Lavoro e Salute

Sospensione di attività produttive laddove non siano rispettate le disposizioni del Dpcm dell’11 marzo

Particolare attenzione per Fca e indotto

“Consapevoli della difficile fase che l’intero paese attraversa a causa della emergenza da coronavirus, non possiamo non ribadire con grande fermezza che assicurare la salute e la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro rappresenta un elemento fondamentale, non solo per assicurare la tutela del diritto alla salute dei singoli lavoratori, ma per contenere il rischio epidemiologico a garanzia della salute pubblica”. È quanto affermano in una nota i segretari generali Cgil, Cisl, Uil Basilicata, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Vincenzo Tortorelli. I tre leader sindacali hanno inviato una lettera al presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, ai prefetti di Potenza e Matera, alle due aziende sanitarie locali Asm e Asp, nonché a Confidustria, Confapi, Legacoop e Federazioni di categoria.

“Se l’emergenza in corso e le misure dettate dal DPCM dell’11 marzo 2020 hanno imposto ai singoli cittadini di modificare sostanzialmente le proprie abitudini e gli stili di vita – continuano Summa, Gambardella e Tortorelli – tali misure sono ancor più vincolanti per tutti i datori di lavoro, tenuti ad adottare in tutte le attività produttive e professionali misure necessarie a tutelare la salute dei prestatori di lavoro.  Ora, più che mai – affermano –  è necessario innalzare il livello di attenzione per prevenire il diffondersi del virus e salvaguardare, la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori che in molti settori, sono tutt’oggi chiamati a svolgere la propria attività.

Proprio  in ordine alle attività produttive e professionali che non risultino sospese dal  DCPM, 11 marzo 2020 è necessario assumere protocolli di sicurezza anti- contagio, garantendo la distanza minima tra soggetti, azzerando le situazioni di promiscuità, favorendo tutte le attività che possono essere svolte in modalità lavoro agile ma, anche sulla base delle valutazioni di maggior tutela, adottando interventi di natura organizzativa e adeguate e specifiche misure igienico sanitarie con una costante e ripetuta sanificazione degli ambienti di lavoro e la distribuzione di specifici dispositivi di protezione individuale. Laddove non ricorrano i presupposti per garantire ai lavoratori e alle lavoratrici condizioni effettive di sicurezza – aggiungo i tre segretari – è bene procedere alla riduzione delle attività produttive sino anche alla loro sospensione, se necessaria ad assicurare la tutela del fondamentale ed imprescindibile diritto alla salute”.

Summa, Gambardella e Tortorelli chiedono “particolari misure nel settore del trasporto pubblico, dove, oltre alla necessaria sanificazione – dichiarano – occorrono specifiche disposizioni per limitare il numero massimo di viaggiatori. L’assenza di condizioni oggettive atte a garantire il cosiddetto distanziamento sociale rappresenta un concreto rischio di contagio indebolendo le altre misure adottate. L’emergenza di fronte alla quale ci troviamo richiede grande chiarezza e nettezza nelle misure che si adottano: siamo di fronte a una situazione inedita che, se non direzionata, oltre che essere esplosiva per la sostenibilità economica e sociale rischia di esserlo sotto il profilo della sostenibilità democratica, vista la  situazione di conflittualità che si sta determinando anche in alcuni luoghi di lavoro.

Per questo, con grande senso di responsabilità e con l’obiettivo comune di arginare questa epidemia chiediamo – concludono i segretari di Cgil, Cisl e Uil – di porre in essere tutte le azioni necessarie e svolgere le necessarie attività di verifica e controllo affinché le aziende rispettino le misure da adottare in tutti i settori produttivi della nostra regione. In particolare, considerato il gran numero di lavoratori impegnati nell’FCA -il più grande sito produttivo regionale – e nel suo indotto e il conseguente elevato rischio di contatti e contagi possibili sia durante le fasi produttive che nel corso degli spostamenti che interessano migliaia di lavoratori, chiediamo la sospensione delle attività della FCA e delle industrie dell’indotto dell’area industriale di San Nicola di Melfi fino a quando non sarà data piena ed effettiva attuazione a tutte le misure previste dal DPCM 11 marzo”.

 

Summa (Cgil), Gambaredella /Cisl) e Tortorelli (Uil)

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