Politica

Soppressione Corpo Forestale: risparmio a discapito di cittadini e ambiente

Con il decreto legislativo 19 agosto 2016, numero 177 – disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a) – entrato in vigore il 13 settembre 2016, in forza alle precedenti leggi sul tema, il Governo si appresta a compiere l’ultimo atto relativo all’assorbimento dell’ormai già di fatti soppresso Corpo forestale dello Stato, accorpando la maggior parte degli impiegati e le relative competenze all’arma dei carabinieri e suddividendo la restante parte tra la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco ed il Ministero delle Politiche Agricole. Tutto ciò porterà sicuramente un risparmio alle casse pubbliche derivante dalla soppressione del dipartimento (si parla di 100 milioni di euro in tre anni), ma a discapito dei cittadini e dell’ambiente. Di fatto, li dove fino a ieri, per qual si voglia motivo, ci si fosse trovati ad avere a che fare con il Corpo Forestale dello Stato, ovvero un unico ente interlocutore fatto da uomini che interagiscono e si coordinano tra di loro avendo un solo Comando direttivo, in futuro si corre il rischio di trovarsi di fronte a non si sa quanti interlocutori tra i vari corpi sopra citati, ognuno rispondente al proprio Comando e con il rischio che l’uno non sappia cosa stia facendo l’altro. Se il problema consistesse solo in questo sarebbe sopportabile, anche perché tanto il popolo quanto le amministrazioni locali sono abituati alla disorganizzazione della cosa pubblica, ma il vero pericolo è che a pagarne le conseguenze oltre che il cittadino sia l’ambiente. Infatti in questo ginepraio di diversi Comandi e competenze che vanno a ledere quell’autonomia che ha reso nel tempo il Corpo Forestale dello Stato vincente nella lotta alle ecomafie, incombe il reale rischio di consentire di farla franca più facilmente agli artefici di eco-reati.

Da responsabile della provincia di Potenza del Movimento Ecologista Europeo “Fare Ambiente”, non posso esimermi dal manifestare grande preoccupazione per la questione. Si tratta infatti di una di quelle riforme che invece di semplificare, rende i meccanismi ancor più farraginosi di quanto non lo siano già. Inoltre il risparmio derivante dal decreto in oggetto diventa un “risparmio fantasma” se si pensa che oggi giorno le agro-mafie costituiscono una triste realtà che si stima costi al nostro paese almeno 10 miliardi di euro l’anno. A tutto questo, poi, si aggiungano le criticità pratiche dell’accorpamento, denunciate dagli stessi forestali. Un esempio su tutti è il personale destinato ai Vigili del Fuoco. Si tratta di uomini assegnati solo pochi mesi fa ad un nucleo speciale che si occupa (sulla carta) anche di antincendio boschivo, ma che in realtà non hanno mai spento un fuoco in vita loro. Insomma non solo si è snaturato un Corpo efficiente e da sempre in prima linea nella tutela dell’ambiente e del territorio, ma si rischia di contaminare anche gli ambienti di destinazione con personale improvvisato e del tutto privo di quella preparazione essenziale per chiunque militi in un corpo di pubblica sicurezza. Noi di “Fare Ambiente” siamo vicini ai lavoratori del Corpo Forestale dello Stato comprendendo il senso di smarrimento che stanno vivendo e che è insito in ogni grande cambiamento si affronti nel percorso umano e professionale di ognuno. Auspicando una risoluzione quanto più logica e a tutela dell’ ambientale possibile, nel contempo e per quel che ci è possibile, all’ ecosistema continuiamo a dedicarci anche noi.

Antonio Tolve, responsabile della provincia di Potenza del Movimento Ecologista Europeo Fare Ambiente

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

Adblock Detected

Attiva gli annunci per continuare a visitare il sito.
RICEVI GRATIS LE NEWS