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“Sona Sunator”, il singolo dei Sauro Folk, presto sulle piattaforme digitali.

C’è un dato che emerge da più parti ed in più contesti – finanche nei programmi politici ascoltati dai palchi dei paesi chiamati a raccolta per eleggere i nuovi sindaci – che riguarda la silente condizione della valle del Sauro. Questa valle racchiusa tra il contesto della c.d. collina materana e la landa felice della valle dell’agri. Eppure qui c’è il petrolio come in val d’agri e pure la storia come nel materano. Enotri e reperti archeologici che fanno felici i visitatori del museo di Policoro e risorsa mineraria che felicita le casse della macchina burocratico-amministrativa regionale.  Siamo i più timidi rispetto alla già tanto decantata timidezza dei Lucani che non amano i “mumciupì” … perché da noi il sole cade a precipizio e la notte è nei rintocchi della campana di mezzogiorno, scriveva Leonardo Sinisgalli.

Eppure il momento sta cambiando; dal Sauro si leva un vento nuovo, un rombo che si avvicina e che riempie spazi che rischiavano di restare sfranti tra le lande di cui testè dicevo. Il Folk, radice anglosassone per descrivere la cultura popolare, è il grido di chi non si arrende al nuovo con supino atteggiamento; “non ci avrete né domati né persuasi”, sembrano dire i giovani artisti che si affacciano con fare sicuro, quasi sfrontati nel porsi come veterani. I Sauro Folk sembrano quelle “braccia alzate insieme a formare un fiume o come l’urlo delle voci in movimento” che declamava Eros Ramazzotti per noi “paninari” degli anni ottanta, quando ascoltavamo “Nuovi Eroi”.

Escono con un video ad annunciare l’imminente arrivo del singolo, Sona Sunator che sarà accompagnato dal video realizzato con la regia di Mattia Giorgio e Lorenzo Carone, il cui arrangiamento, mix e mastering è a cura di Luigi Gaetani.

Sono i nuovi eroi, per l’appunto, Enza Urgo (voce e basso), Ilaria Giliberti (chitarra), Nicolò Pio Giliberti (organetto), Salvatore Urgo (ciaramella), Francesco Massaro (batteria), Lorenzo Montano e Vincenzo Massari ai tamburelli, nati dall’intuizione di Tonino Lavella alias “Magone”, quando ascoltando questi ragazzi sbarbati (era l’anno 2021) decise, animato dalla sua passione, di riunirli in gruppo e farli esprimere facendoli esplodere come due litri di acqua frizzante chiusi in una bottiglia da un litro.

Oggi sono un gruppo compiuto, organizzato e capace di esprimere testi e composizioni di tutto rilievo, dando voce alla cultura ed alle tradizioni di questa landa interna della Basilicata; il Folk, appunto: la tradizione come la radice anglosassone ci rimanda. Basta aspettare pazientemente, tenendo le orecchie tese al rombo che la valle del sauro sta liberando con le sonorità dei nuovi “citaredi” : Sauro Folk.

Gianfranco Massaro – Agos  

 

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