Lavoro e Salute

Sindacati preoccupati per la sorte di 5mila lavoratori impiegati nella forestazione

“Continuare a denunciare lo stato di grande confusione che regna intorno alla forestazione sta diventando un forte motivo di preoccupazione per le organizzazioni sindacali e per i circa 5mila lavoratori del settore”. Lo dichiarano i Segretari della UIL e della UILA Basilicata, Carmine Vaccaro e Gerardo Nardiello. “E’ inaccettabile che, a fronte di impegni diversi assunti nei mesi passati, il Presidente Pittella d’imperio, senza confrontarsi a priori con le OO.SS., fa annunci via social su percorsi ed ipotesi che mai erano stati discussi, affrontati e condivisi con le parti interessate. Infatti, nel mentre le Segreterie regionali di categoria inviano una richiesta di incontro all’assessore all’agricoltura Braia che dichiara la propria disponibilità ad affrontare il tema della forestazione, il Presidente segue strade diverse sottraendosi al confronto ed al dialogo. Va da sé che l’incontro richiesto, nonostante la disponibilità dell’Assessore a convocare le parti, non si è ancora tenuto in quanto il Presidente Pittella, evidentemente, ancora non ritiene opportuno sedersi ed affrontare una discussione seria e di merito lasciando spazio, tra l’altro, anche a dichiarazioni, sull’argomento, a soggetti che hanno idee confuse e nebulose”.

“E’ indispensabile – continuano i dirigenti della UIL e della UILA Basilicata – mettere al centro della discussione i capisaldi di un ragionamento approfondito che negli ultimi tempi ha riproposto il tema di una svolta essenziale e convincente nella gestione della materia forestale in Basilicata. Riteniamo necessario riprendere, congiuntamente all’Assessore Braia con il quale si era già affrontato la questione, per superare stucchevoli scorciatoie e vecchie ricette e guardare al futuro del settore per ritrovare un filo coerente di progetto e di intervento nella nuova gestione dei beni comuni intesi come risorse. Occorre avviare un nuovo ciclo della programmazione e della gestione forestale, una nuova ‘civilizzazione idraulico-forestale-ambientale, fondata sul rovesciamento del metodo attuale, di definizione dall’alto, delle politiche settoriali, una cura e una progettazione integrata e partecipata da parte delle comunità. Per dirla in breve, occorre prevedere una progettazione partecipata nell’uso del bene comune forestale. Bisogna essere consapevoli che una forestazione basata sulla pianificazione e sulla programmazione può creare lavoro nuovo e buono visto l’allargamento dei confini delle politiche forestali che tendono ad ampliarsi: le politiche di tutela della biodiversità, quelle energetiche e climatiche, quelle di sviluppo del turismo, di gestione del paesaggio per arrivare alle politiche di sviluppo rurale.

E’ evidente che serve una energia nuova ed uno slancio diverso per mettere in pratica questo ‘cambiamento’ e per abbracciare una prospettiva futura. Il primo fattore da rendere produttivo è il lavoro forestale che deve diventare la leva dello sviluppo regionale oltre che una opportunità di crescita e di valorizzazione degli stessi addetti”. “Continuare a conservare il sistema attuale equivale a non generare una visione produttiva del settore e ad escludere la possibilità di una visione occupazionale produttiva. Ci piace portare un esempio: il settore delle biomasse, secondo uno studio del Centro studi sociali e del lavoro, se si programma e si rilancia, per aree vocate, può produrre energia e teleriscaldamento occupando oltre 250 addetti. Ma affinché questo possa accadere servono idee nuove ed un riassetto riformatore delle funzioni insieme ad una revisione della governance e del sistema che si occupa di foreste in Basilicata”. “Una partita che ha pure un significato europeo. Come è noto, infatti, soluzioni assistenziali non sono più approvate dalle autorità europee. Tutto ciò, in uno scenario che vede la regione come un grande contenitore ed il fattore propulsivo di nuovi indirizzi per nuove politiche del settore e per mettere in piedi un’industria ecologico-forestale”. “Ecco perché – concludono i Segretari della UIL e della UILA – da tempo lavoriamo su una nuova visione di governo del patrimonio forestale regionale, come, tra l’altro, è già ben sintetizzata nella Relazione dello Stato dell’Ambiente del 2013 e nel documento dell’Assessorato 2016 ‘Verso una nuova gestione del’Agroforestale’. Si faccia presto superando, con coraggio, resistenze e spirito di conservazione così come gli ultimi accadimenti “presidenziali” hanno evidenziato”.

Basilicata24

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