Società e Cultura

Si inaugura oggi la mostra di reperti archeologici dell’alta Valle del Sauro. Patto di Amicizia tra Guardia Perticara e San Gimignano

Anche la Firma del patto di amicizia fra il Rafano Lucano e lo Zafferano di San Gimignano DOP

Tra Etruria e Magna Grecia. Aristocrazie lucane nella valle del Sauro: a San Gimignano la mostra di due corredi di età lucana di grande rilievo scientifico.

A San Gimignano si inaugura oggi la mostra di reperti archeologici dell’alta valle del Sauro nell’ambito del Patto di Amicizia tra Guardia Perticara e San Gimignano. Un altro tassello che legherà cultura e turismo tra realtà diverse ma unite nella bellezza e capacità di offrire ospitalità. Entrambi i comuni si fregiano del vessillo “Bandiera arancione” del Touring Club Italia. La mostra resterà allestita nella Chiesa San Lorenzo in Ponte fino a tutto il 31 marzo 2019.

Interverranno, Giacomo Bassi Sindaco di San Gimignano, Angelo Mastronardi Sindaco di Guardia Perticara,  Carolina Taddei Assessore Cultura San Gimignano, Francesco Canestrini Soprintendente SABAP Basilicata, Teresa Elena Cinquantaquattro Soprintendente SABAP Area metropolitana di Napoli, Mariano Schiavone Direttore generale APT Basilicata, Erminia Lapadula Archeologo Polo Museale Basilicata,  Francesco Tarlano Archeologo SABAP Basilicata.

Saranno esposti due corredi di età lucana di grande rilievo scientifico. Si tratta delle tombe monumentali n. 2 e 3 della necropoli di località Montagnola di Corleto Perticara (PZ), oggetto di scavo archeologico nell’ambito delle ricerche di archeologia preventiva del Tempa Rossa Project della Total S.p.A. Rappresentativi del modus vivendi della Lucania interna del IV sec. a.C. e delle sue aristocrazie, profondamente ellenizzate, eppure aperte a contatti con le altre culture presenti sul territorio italico e soprattutto con il mondo etrusco.

Momento importante della giornata anche la Firma del patto di amicizia fra il Rafano Lucano e lo Zafferano di San Gimignano DOP.

Nell’aula della Chiesa si possono dunque ammirare il grande cratere e la grande anfora a figure rosse della Tomba 3, insieme ad altri oggetti del corredo della medesima sepoltura; nella seconda sala sono esposti invece  tutti gli oggetti di corredo della Tomba 2.

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Oltre che per la rilevanza scientifica dei singoli reperti (ad esempio una coppia di vasi del cosiddetto “Pittore del Primato”, così chiamato perché alcuni dei suoi vasi furono pubblicati per la prima volta  sul periodico “Primato Artistico Italiano”)  il progetto espositivo si connota per l’approfondimento dei legami tra l’Etruria e la Magna Grecia, come documentato dai testi degli studiosi. Nel loro complesso infatti i reperti costituiscono un’eccezionale testimonianza della circolazione di beni di lusso lungo circuiti che, fin dall’età arcaica, dall’Etruria, forse per il tramite dei centri di Capua e Pontecagnano dell’Etruria campana, si diramano verso Sud e viceversa.

Dal nostro inviato a San Gimignano, Gianfranco Massaro (AGOS)

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