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Serapis APS si presenta al pubblico con l’evento “l’archeologia incontra il palato”

Al Castello Sanseverino di Grumento Nova con la presentazione del libro "a tavola con gli antichi romani"

Una start-up giovane, una start-up volenterosa di creare una sinergia forte con il proprio territorio. Serapis APS di Grumento Nova (qui la nostra intervista durante la loro premiazione al progetto Shell InventaGiovani) si presenta al pubblico con l’evento “L’archeologia incontra il palato” e la presentazione del libro “a tavola con gli antichi romani” del divulgatore storico Giorgio Franchetti.

Cos’è Serapis APS? Serapis APS è un’associazione nata a dicembre del 2017 a Grumento Nova, da un gruppo di professionisti e, più di tutto, amici con la passione per il turismo e la cultura della propria terra. L’intento dell’associazione è di realizzare attività socio culturali, aggregative, informative e divulgative condivise e partecipate con le comunità locali, elemento fondante di ogni attività sociale ed economica. Creare legami, collaborazioni e sinergie con enti pubblici e privati, avviando così, un attivo coinvolgimento del viaggiatore con le comunità locali, favorendo la crescita del territorio rendendolo una destinazione turistica di pregio.

 

 

 

 

 

 

Dopo l’intervento di apertura del Presidente Maria Antonietta Giliberti ha preso la parola il Sindaco di Grumento Nova Antonio Imperatrice.

Essendo Grumento una città romana trova una valenza importante presentare qui questo libro. Serapis ha deciso di puntare su un patrimonio culturale reale che ha un passato e deve avere anche un futuro. Le eccellenze locali proprio partendo dai reperti archeologici hanno avuto un marchio e riconoscimento europeo pur avendo un radicamento territoriale nella Val d’Agri. Le bellezze e le ricchezze vanno sfruttate e Serapis sta facendo i passi giusti su questa strada, bisogna andare oltre il fossile.

A seguire il divulgatore storico Giorgio Francetti ha presentato il suo libro “a tavola con gli antichi romani – storia, aneddoti e tante ricette per scoprire come mangiavano i nostri antenati culturali”, libro scritto con l’archeocuoca Cristina Conte.

Questo libro per arrivare a completarlo ci è voluto un lavoro di un anno. Bisogna capire quali elementi inserire senza generalizzare ciò che mangiavano gli imperatori e gli aristocratici perché avevamo fondi illimitati,  puntando sul popolo e i primi romani dai quali poi Roma verrà costruita. Il patrizio non mangiava le stesse cose che mangiava il plebeo.

Il farro con la polenta di farro era uno dei piatti tipici della popolazione che costituiva Roma nella prima fase della sua espansione. Nella Roma imperiale, con tutti i suoi territori, ha inizio una prima forma di ciò che adesso viene chiamata globalizzazione. I traffici commerciali dei beni sono serviti per creare quegli scambi e trasferimenti di usi alimentari che non erano presenti nei primi romani.

Il vino, l’olio e lo stesso pane (quasi sicuramente creato per errore) avevano l’uso che ritroviamo anche adesso anche se l’olio era usato solo per scopi liturgici almeno all’inizio. Di pane invece ce ne stavamo di tanti tipi come il pane Cibarius, Secundarius, Nauticus, Siligeneus, Furfureus e altri. Usati per scopi diversi anche in base alle classi sociali di appartenenza.

Altri usi come i famosi banchetti sono stati romanzati molto dal cinema però esistevano e venivano praticati molto dai ricchi. Il brindisi, usato anche oggi, era ancora più praticato nell’antica Roma.

A concludere l’evento degustazioni di piatti tipici dell’antica Roma.

Di seguito alcune foto dell’evento:

 

Testo e foto di Gianfranco Grieco

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