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Scuola intitolata a Mariele Ventre, le foto del murales di Fabieke

Lui è Fabieke – Fabio Del Monte: classe 1987 e mago dell’Aerosol Art, tecnica pittorica aerografica nata negli Stati Uniti nel 1971. Lei è Mariele Ventre: sguardo magnetico, dal piglio dolce e autorevole adorata dai bambini; di fatto cuore e anima del Piccolo Coro dell’Antoniano a lei dedicato dopo la sua scomparsa nel 1995. Lui ha ‘incontrato’ lei al cellulare, una manciata di giorni fa. “Suona il telefono – scrive Fabieke in un intenso post su Facebook -. E’ Giulia dal Comune di San Lazzaro. Rispondo e mi sento domandare se fossi stato disponibile a fare un graffito sulla facciata di una scuola ritraendo Mariele Ventre”.

Il sì arriva a razzo. Anche se l’artista non è nuovo a simile imprese: suoi i cinque murales all’Iis Mattei decicati ad Einstein, Gandhi, Michael Jordan, Malcom X, Nelson Mandela e Rita Levi Montancini e uno alla media Rodari dedicato a Gianni RodariOggi sulla nuova elementare intitolata a Mariele Ventre in via Fornace a San Lazzaro campeggia uno splendido murales a firma di Fabieke. Mariele direttrice e Mariele piena di vita perché, rivela l’artista, “Mariele è Mariele e quindi vale tutto doppio”.

Per la scelta dell’immagine, Fabieke viene messo in contatto con la Fondazione Mariele Ventre e in particolare con la sorella di Mariele, Maria Antonietta e Donatella. «Mi raccontano un po’ di Mariele, si complimentano per le mie opere, mi danno del lei e mi ringraziano anzitempo perché è un onore per loro. Ah per loro è un onore?”. Trentaquattro le foto inviate a Fabieke: “una più bella dell’altra e ne scelgo quattro. Le mando subito ad Isabella (conte sindaco di San Lazzaro) e da quattro diventano due”.

Via ai lavori. “Ho a disposizione una settimana di tempo, guardo le previsioni meteo e battezzo le uniche due date sul calendario disponibili, sperando che le precipitazioni scioperino. Mi organizzo con il noleggio del cestello e successivamente con Rosario, un tecnico del Comune che se non ci fosse sarebbe da inventare, una di quelle persone che lascia parlare i fatti e con la quale è sempre una garanzia collaborare”. Operativi alle 7.15. “Dopo pochi minuti iniziano ad arrivare i primi bimbi accompagnati dai genitori e vederli felici mi fa amare ancora di più la mia passione”. Pasticcini e caffè portati dalla maestra Claudia. “Il muro è grande ma non demordo, mi rimetto le cuffie, la maschera ed il resto vien e da sé”. Bambini impazziti, genitori plaudenti.

Fino all’imprimatur ufficiale di Maria Antonietta Ventre “che mi vuole ringraziare per quanto è stato fatto e quando le domando “Quindi le somiglia?” mi risponde con un netto “non è che le somiglia, è proprio lei! Senza se e senza ma! Quando l’ho vista mi sono addirittura emozionata e commossa. Lei è stato bravissimo, non so che altro dire!”.

Palloncini colorati e una marea di gente all’inaugurazione. “Mariele si considerava prima di tutto un’educatrice – osserva la sorella Maria Antonietta – . Questo è il più bel regalo che le si potesse fare. Mariele ha scelto i bambini e non ha avuto dubbi: ha lasciato il pianoforte ma non la musica. Ha sempre sostenuto che i bimbi dovessero crescere con tre B: essere buoni, bravi e belli dentro. Questo è l’augurio che voglio fare a voi, citando ancora Mariele: che la musica per voi sia sempre gioia”.

“Mariele – ricorda il sindaco di San Lazzaro, Isabella Conti – è stata una donna speciale che ha creato qualcosa di magico. Ha conosciuto i bambini e li ha fatti innamorare della musica, insegnando loro la disciplina e la voglia di lavorare insieme. Perché solo grazie all’impegno condiviso l’arte diventa qualcosa che si espande. Mariele ha un messaggio stupendo da dare a tutti, le sue mani sono state una guida per la voce a anche per le anime dei bimbi che la hanno conosciuta”. Per l’assessore regionale alla Scuola, Patrizio Bianchi: “Le cose devono avere un nome e a questa scuola è stato dato il nome più bello possibile, quello di una persona che ha fatto cose bellissime e ha permesso ai bimbi di diventare grandi, di diventare persone. Così anche queste mura diventano qualcosa di più grande e vivo: le facciamo vivere col nome di Mariele”.

FONTE: ILRESTODELCARLINO.IT

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