Scenario Tempa Rossa il 4 dicembre 2019 la popolazione viene informata dell’avvio della produzione.

Ascolteremo tutti i cittadini, le loro opinioni, osservazioni ed esigenze. Pertanto, carissimi vi ringrazio per la presenza numerosa e vi saluto. Epilogo di una ordinaria giornata di informazione. E il dibattito?  Il titolo dell’incontro era: scenario Tempa Rossa.  La sala era piena, come le grandi occasioni ci hanno abituato, gremita di politici locali di ogni ordine e grado. Gente comune, forze sociali, associative e di volontariato, intellettuali ed anche qualcuno ambizioso di scalare i gradini delle governance locali. Ognuno carico di idee e di osservazioni da esporre e far valere. Il tavolo e le prime file di sedie riservate ai consiglieri regionali di maggioranza ed opposizione. Fotografi, cineoperatori e giornalisti. Tutti al cospetto del tavolo zeppo di figure importanti; in primis il Presidente, con al contorno assessore all’ambiente, ed a seguire, a serata iniziata, Merra e Fanelli titolari, rispettivamente, dei dipartimenti Infrastrutture e Agricoltura. ARPAB e Dream Srl associazione di organismi per le indagini ambientali, e c’erano pure tutti i profili più alti dell’ufficio compatibilità ambientale, ma stavano dietro le quinte per sostenere, se mai ce ne fosse stato bisogno, le richieste di spiegazioni agli astanti in sala.

Iniziano, ognuno per le proprie competenze, a spiegare lo scenario, dalle analisi di contesto alle indagini sulle matrici ambientali, con i report sullo stato dell’arte. Quel foglio bianco, quel punto zero ovvero la fotografia della situazione attuale per poterla poi comparare, in futuro, con gli “impatti” che l’industria petrolchimica più importante per il meridione inizierà a riversare sull’ambiente circostante. Occasione ghiotta per poter sviscerare tutte le problematiche: dalle ricadute occupazionali, all’indotto per piccole e medie imprese fino al consumo del territorio e delle sue risorse, per arrivare gradatamente allo sforzo ambientale che l’area dovrà sostenere ed al depauperamento delle condizioni ecologiche della zona. Tutti a sfregarsi le mani per poter avere un ruolo in sala. Sia esso il sindacalista, per mostrare il suo essere diligente nel ruolo di difesa dei lavoratori, sia esso il rampante politico a dimostrare di avere la stoffa per potersi proporre per cambi di passo nella governance locale, ma anche chi avrebbe voluto esporre le sue doti intellettuali in campo socio/economico o, semplicemente, per sapere quale sarà, una volta per tutte, la sorte di questa landa desolata della Basilicata.

Dunque scopriamo, attraverso lo slideshow, che l’aria ha una fine condizione da paradiso ecologico, e che la fauna è dotata anche di alcuni esemplari di gatto selvatico, che ci sono i Lupi e i pipistrelli ed anche varietà biologiche di pesci molto importanti. Indicatori di un territorio sano e da fare invidia a tanti altri paradisi sparsi per il mondo.

Arriva il momento del Presidente Bardi e con cipiglio da Generale e la sicurezza che rasserena chi lo ascolta inizia a salutare tutti. Rassicura sull’ottimo lavoro svolto per fotografare il territorio, cioè quella pratica che da diversi anni va sotto il nome di Baseline o Punto Zero. Bardi dice di essere lì a rassicurare tutti e per testimoniare la vicinanza della giunta alla gente del territorio del sauro. In un intervento di circa sette minuti il governatore regionale ripete che il lavoro svolto è stato curato da gente seria, scientificamente preparata, e di altissimo profilo dell’onestà intellettuale. Finisce dicendo che questa terra ha bisogno di tantissime cose però sono sicuro che riusciremo a dare, con l’aiuto di tutti, un futuro più sereno e più tranquillo; “grazie, grazie di cuore“; passa la parola al portavoce che saluta e dice, mentre scrosciano gli applausi, “ci sentiamo al prossimo incontro”.

E le osservazioni dei cittadini? E le acque di processo che, stasera abbiamo saputo, non finiranno nel Sauro come verranno smaltite? E le matrici ambientali come cambieranno? E se cambieranno le condizioni di sicurezza cosa faremo? diremo che va chiuso l’impianto e tutti a casa per tutelare la salute delle popolazioni o che bisogna continuare a lavorare per tutelare i posti di lavoro?

Dimenticavo, il Sindaco di Corleto Perticara ci ha provato in esordio, nella fase dei saluti, a dare notizie che servono a sostenere il contesto socioeconomico; occupazione con incarichi a cerchi geograficamente concentrici, indotto per le piccole imprese del posto, modello di compensazione per le aziende che hanno irrimediabilmente dovuto cambiare la loro produzione caratteristica e vorrebbero un sostegno o un ristoro economico per sostenere il cambio di passo per non chiudere battenti etc. etc.  Ma ciò che ha generato il mugugno nella sala, mentre la gente sfilava per ritornare alle proprie faccende, è la mancanza di possibilità di interazione con il tavolo degli esperti e dei politici per approfondire, sviscerare ed indagare meglio tutti gli aspetti che li riguardano e che li riguarderanno in futuro. Mentre il rumore assordante, mi scuserete per l’ossimoro, lo ha fatto il silenzio della sala. Forse perché nessuno sta prendendo atto dell’epocale cambiamento sociale e sociologico cui quest’area va incontro; perché il ricordo dei convegni che parlavano di agriturismo, di produzioni agricole di nicchia, di turismo itinerante e di percorsi enogastronomici è ancora troppo vivo nella mente della gente che ha dovuto cambiare orizzonte per le proprie aspettative di progresso?

Gianfranco Massaro  

 

il video integrale dell’incontro:

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