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Sant’Arcangelo: Giuseppe Sansanelli non fu assassinato

E’ stato un suicidio: è la svolta nel giallo di Sant’Arcangelo dove il 17 gennaio scorso un giovane di 26 anni, Giuseppe Sansanelli, era stato trovato morto in fondo ad un pozzo. Il cadavere era completamente nudo e secondo i primi accertamenti la morte risaliva ad un periodo compreso tra il 27 e il 29 dicembre, vale a dire pochi giorni dopo che del ragazzo si erano misteriosamente perse le tracce. Gli investigatori, in un primo tempo, avevano sospettato che potesse trattarsi di un omicidio, anche perché gli abiti del ragazzo non si trovavano. A distanza di quasi sette mesi e dopo gli ulteriori accertamenti del medico legale, però, si è capito che si tratta di un suicidio.

Infatti, Sansanelli sarebbe morto annegato. Secondo quanto riportato oggi dalla Gazzetta del Mezzogiorno a questo risultato è giunta la perizia depositata in questi giorni sulla scrivania degli inquirenti di Lagonegro che indagano sul caso. Il 26enne, scomparso il 23 dicembre dell’anno scorso e trovato senza vita 25 giorni dopo, era ancora vivo quando è finito nel pozzo di contrada Sant’Elia, come dimostrerebbe l’acqua trovata nei suoi polmoni.

Sempre secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, gli ulteriori esami medici non hanno evidenziato segni di violenza sul corpo, come peraltro già ipotizzato nel corso della prima ispezione eseguita dopo il ritrovamento del cadavere il 17 gennaio. Su ordine della Procura, l’anatomopatologo  ha eseguito una serie di esami tossicologici, anche per avere certezza che Giuseppe non fosse stato gettato nel pozzo dopo essere stato  avvelenato. Gli esami non hanno trovato segni di ingestione di sostanze tossiche e neppure di droga.

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