Lavoro e Salute

Sanità: serve un piano regionale per recuperare i pazienti “Emigrati”

Non lasciano spazio ad interpretazioni i dati del rapporto relativo alle attività di ricovero ospedaliero del 2017: saldi di mobilità negativi in tutta la regione.

La nuova giunta regionale guidata dal Presidente Vito Bardi dovrà affrontare, come priorità assoluta, la questione dell’ “Emigrazione Sanitaria” dei cittadini lucani.

I dati che vengono fuori dal rapporto relativo alle attività di “Ricovero Ordinario” del 2017, non lasciano spazio ad interpretazioni: 19.876 lucani, pari al 24,6% del totale, hanno deciso di curarsi fuori.

Quali sono le ragioni di una tale emorragia di pazienti?

Verrebbe da rispondere immediatamente parlando di carenza di servizi e delle oceaniche liste d’ attesa, a quanto pare c’è dell’altro.

I Numeri (2017)  

  • 60.367 i cittadini lucani che hanno scelto le strutture del territorio regionale .
  • 19.782 i cittadini lucani che hanno scelto di ricoverarsi fuori regione (24,6%)

A fronte di questo dato che pare davvero nefasto, va detto che le strutture sanitarie regionali accolgono anche molti pazienti da fuori regione: 13.679 le unità di cittadini non lucani “ospitati” nelle strutture territoriali della Basilicata.

Sottraendo questi ultimi ai quasi 20.000 lucani che hanno scelto, nello stesso periodo, di curarsi fuori regione viene fuori il numero reale di pazienti che gli ospedali lucani hanno perso rispetto all’anno precedente: 6.103 unità.

Il saldo negativo totale (ricoveri totali dei cittadini lucani e non all’interno delle strutture sanitarie regionali), rispetto al 2016 è dunque di quasi il 10% in meno.

Qual è l’impatto economico di questi numeri?

A pesare come un macigno sulla situazione economica delle nostre strutture sanitarie, è proprio quel 25% scarso di concittadini che, per diverse ed insindacabili ragioni, scelgono di curarsi fuori.

Se  riuscisse a recuperare questi pazienti “emigrati”, il sistema sanitario regionale vedrebbe aumentare del 32,6% i propri introiti relativi a spese di rimborsi delle prestazioni che oggi vanno fuori dal territorio lucano.

Un bel “gruzzoletto” che farebbe davvero comodo alla nuova giunta Bardi per provare a rendere più efficienti i presidi ospedalieri territoriali.

Il futuro della Basilicata passa anche dalla salute, primi “compiti a casa” per la nascente giunta regionale.

 

 

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