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Sale da gioco: ancora dubbi sulle riaperture, ingenti le perdite

La pandemia ha colpito tantissimi settori, tra cui senza alcun dubbio quello del gioco. Parliamo, ovviamente, delle sale da gioco, che possono essere casino o sale scommesse, per fare degli esempi. Questi centri sono stati chiusi, da marzo 2020, quasi in maniera costante fino ad oggi, a causa delle restrizioni imposte dal Governo per cercare di combattere la diffusione del Coronavirus.

Il settore, però, è in forte difficoltà economica. Ci sono tantissimi imprenditori che hanno dovuto chiudere, arrendendosi alla situazione, mentre altri hanno visto ridimensionare il personale. Il gioco d’azzardo ha visto uno stop quasi totale dal punto di vista “fisico”, con un riversarsi totalmente sull’online da parte dei clienti.

Crisi del settore

Come detto, dall’inizio della pandemia le sale da gioco sono rimaste chiuse quasi tutti i giorni, se non si conta un piccolo stop estivo. Ciò ha portato ad uno stop degli introiti totale: si parla di un calo del settore registrato di oltre il 50%, ma senza dubbio si tratta di un dato in forte aumento anche nel 2021, almeno per ora.

Tutto questo ha portato le persone a giocare esclusivamente online. L’altra faccia della medaglia è proprio il boom che si è registrato con l’online, sia per quanto riguarda l’utenza, sia per quanto riguarda la quantità di book e siti di gioco online che si sono aperti nell’ultimo anno. Oltre a questo, va considerato che col gioco online le persone possono giocare in qualsiasi momento, di conseguenza non si è data una tregua rispetto alla quantità di denaro che gira nel settore, ma soltanto uno stop a determinate attività, quelle fisiche.

Perdite ingenti e info sulle riaperture

Le perdite sono davvero ingenti, considerando il fatto che è stato vietato anche ai negozianti di poter sfruttare le slot da bar, per esempio. Si parla di un calo delle giocate di oltre il 35%, con una perdita complessiva del settore dai 12,5 ai 19,4 miliardi di euro. Discorso diametralmente opposto all’online, dove soltanto nei primi mesi del 2020 si è registrato un aumento del 40% della spesa circa.

Quando si parla di gioco si deve avere ben chiaro in mente che si parli anche di lotto e bingo, per esempio. Anche questi hanno visto un crollo abbastanza significativo, circa il 25%. Sarebbero oltre 7 miliardi gli euro che erano previsti per l’Erario derivanti dal settore e che non sono stati versati.

Per quanto riguarda le riaperture, il tutto è ancora incerto, anche se gli addetti ai lavori sperano di poter riaprire, almeno parzialmente, con restrizioni, già dalla fine di aprile. L’idea si sta pian piano facendo largo: la speranza di quest’ultimi è che, con l’arrivo della zona gialla in alcune Regioni si possa pensare di riaprire già a fine aprile o inizio maggio. Va detto, ovviamente, che si tratta comunque di qualcosa di incerto e che dipende molto dai dati dei contagi. Il settore, però, ha senza dubbio bisogno di aiuto, di un sostegno, visto che tanti imprenditori non percepiscono guadagni da tanti mesi.

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