Politica

Rosa su fornitura dei servizi nelle zone industriali della provincia di Potenza


“Da una manciata di settimane è stata approvata la legge che ha messo in liquidazione il Consorzio industriale di Potenza. In questo periodo, abbiamo, assieme al collega Cupparo, l’Egrib ed Acquedotto Lucano, lavorato per attuare quanto previsto dalla legge ed iniziare quella innovazione che porterà ad avere, da un lato, una società che sia attuatrice delle necessarie politiche industriali e, dall’altro, ad offrire servizi moderni ed efficienti alle imprese insediate nelle zone industriali.

Da sempre il Consorzio industriale ha gestito le reti idriche, di collettamento e di depurazione delle aree industriali, autorizzato da una politica che ha fatto finta dell’inesistenza di una norma nazionale, l’art. 172 del D.lgs. 152/2006 che prevede la competenza, invece, del Gestore del servizio idrico integrato. Con la nuova legge, si è dato attuazione alla norma statale: le reti ora sono gestite dall’Acquedotto Lucano. Questo, comporterà un’ottimizzazione dei servizi e una riduzione dei costi.

Ma abbiamo fatto di più. Abbiamo, continuato a garantire i servizi alle imprese delle aree industriali, abbiamo operato una ricognizione dello stato dei fatti, scoprendo, ad esempio, che esistono solo 174 utenze collegate alle reti e circa 700 che non lo sono e per le quali partiranno i controlli.

Inoltre, si è provveduto alla ricognizione di tutte le reti e degli impianti esistenti, utilizzando anche droni che ci hanno permesso di creare una mappatura georiferita; si sono eliminate le duplicazioni rispetto all’impiantistica di potabilizzazione e distribuzione in uso ad Acquedotto lucano e si sta valutando la dismissione di due impianti di sollevamento in quanto si trovano in zone già servite da Aql.

Da questa ricognizione abbiamo appurato che il Consorzio spendeva circa 4,5 milioni di euro incassando, di contro, solo 1.800.000 euro in virtù della mancata applicazione di tariffe, peraltro, già approvate.

Per questo motivo e proprio grazie al passaggio delle reti ad Aql, saranno applicate, per un periodo di sei mesi, le tariffe già approvate nel 2018 che riusciranno a coprire i costi della gestione e, dunque, senza danno economico per Acquedotto lucano. Saranno salvaguardati i contratti speciali sottoscritti dalle aziende per i servizi di depurazione. Questi provvedimenti porteranno ad un sostanziale pareggio spese/introiti.

Successivamente, come previsto per legge, le tariffe saranno aggiornate secondo le procedure dell’ARERA. Si stanno già istruendo i nuovi capitolati speciali di appalto per le gare di gestione che permetteranno un abbattimento dei costi di circa il 50%.

È utile evidenziare che tutto ciò non influenzerà in alcun modo gli altri servizi che Aql già eroga e specificatamente le utenze civili e la loro tariffazione.

Ecco perché rimandiamo al mittente qualsiasi polemica che alcuni strumentalmente hanno voluto sollevare in queste settimane, proprio coloro che avendo partecipato al fallimento dell’ASI di Potenza, cercano di spostare l’attenzione. La realtà, invece, è che, in silenzio, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo fatto quello che sicuramente non costituisce alta finanza ma che proprio per questo doveva e poteva essere fatta dieci anni fa. Invece, ce ne siamo dovuti occupare noi, come ci stiamo occupando di tutte le criticità ereditate.

È utile ricordare ai cittadini che abbiamo ereditato un Consorzio con oltre 70 milioni di euro di debiti, che in questi anni ha ricevuto trasferimenti dalla Regione per circa 50 milioni di euro. Uno scempio di risorse pubbliche che ha penalizzato le politiche industriali che in questi anni sono state inesistenti.

Sono convinto che stiamo procedendo nella giusta direzione e ciò è confermato dal fatto che le polemiche e le lamentele sulla questione Consorzio non provengono dal mondo imprenditoriale. Sono convinto che il lavoro silenzioso ma efficace che stiamo portando avanti sia la migliore risposta.

Possiamo ritenerci soddisfatti”.

Lo dichiara l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa.

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