Lavoro e Salute

Romania-Italia: interscambio commerciale in crescita, nuove opportunità per PMI lucane e del Sud

I dati diffusi dall’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Ice) di Bucarest sull’interscambio commerciale Romania-Italia che nel 2017 ha raggiunto un valore complessivo di 13,8 miliardi di euro, con il 6,2 per cento in più rispetto all’anno precedente rilanciano le attività delle piccole e medie imprese lucane e meridionali in questo e negli altri Paesi dei Balcani. E’ quanto afferma il presidente di Palazzo Italia Bucarest Giovanni Baldantoni sottolineando che  i principali prodotti italiani esportati verso la Romania nei primi undici mesi del 2017 sono stati: cuoio conciato e lavorato; articoli da viaggio, borse, pelletteria e selleria, pellicce preparate e tinte (442,8 milioni di euro); tessuti (361,6 milioni di euro); prodotti della siderurgia (344,7 milioni di euro); articoli in materie plastiche (337,5 milioni di euro); altri prodotti in metallo (299,6 milioni di euro); altre macchine per impieghi speciali (292,1 milioni di euro); altri prodotti tessili (285,8 milioni di euro); prodotti chimici di base, fertilizzanti e composti azotati, materie plastiche e gomma sintetica in forme primarie (278,3 milioni di euro).  Ci sono comunque produzioni specifiche delle nostre aziende, specie nell’agroalimentare, che hanno sbocchi di mercato.

Raccogliendo le raccomandazioni di Ice- sottolinea Baldantoni – puntiamo essenzialmente su tre strumenti: migliorare i canali distributivi; far funzionare il commercio digitale (dove il prodotto italiano spesso non è originale o non è gestito direttamente da operatori nazionali) e saper sfruttare al meglio gli accordi commerciali internazionali stretti dalla Ue con i Paesi dei Balcani, tra cui la Romania. Di qui la piattaforma on line – www.alimenteitalia.com  – nata a Bucarest per iniziativa dell’Associazione Lucani nei Balcani per la vendita dei prodotti alimentari lucani di qualità prima di tutto ed Italiani più in generale. L’area di vendita oltre alla Romania è quella dei Paesi Balcani. La piattaforma e’ un’esigenza di distribuire in maniera corretta informazioni, formazione e prodotti e per rafforzare ”la cultura del mangiare sano”. Abbiamo iniziato la promozione e stiamo lavorando a sessioni di formazione per docenti, genitori e bimbi della quarta classe, scuola  primaria, proprio per sensibilizzare ”il metodo giusto” di alimentarsi con il Made in Lucania ed in Italia. Questo in breve ma sono in cantiere  altri corsi formativi ponendo a disposizione degli imprenditori Lucani ed Italiani, il nostro know-how  per l’inserimento sul mercato di prodotti preventivamente da noi testati. E non dimentichiamo che  i programmi di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 si intrecciano con quelli futuri della Romania che assumera’ la presidenza di turno della Ue proprio nel 2019. Per questo siamo pronti a svolgere una funzione di “ponte” per accendere l’attenzione non solo della Romania ma di tutti i Paesi Balcani sull’evento di Matera favorire turismo ed attività produttive.

Ci sono inoltre grandi opportunità negli investimenti in agricoltura.  Secondo i dati dell’Ufficio statistico dell’unione europea, con un prezzo medio per un ettaro di 1.958 euro, la Romania ha avuto nel 2016 il prezzo più basso per l’acquisto di terreno agricolo nell’Unione europea, la metà della Bulgaria e cinque volte in meno rispetto a paesi come Francia, Svezia o Polonia. Al polo opposto si trovano l’Italia con prezzi medi di vendita che nel 2016 sono passati dai 40 mila euro per un ettaro di terreno arabile e l’Olanda con prezzi di oltre 63 mila euro. Nell’UE, i prezzi dei terreni agricoli variano molto da un paese all’altro e l’Eurostat spiega perché le differenze sono così grandi. Non solo la qualità del suolo fa la differenza, ma anche le leggi o le “forze del mercato”. Il livello dei prezzi dei terreni dipende da una serie di leggi nazionali, regionali (clima, prossimità delle reti) e fattori come qualità del suolo, pendenza, drenaggio ma anche le forze del mercato come domanda e offerta (incluso l’influenza delle norme sulla proprietà straniera).

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