Cronache

Ritrovate alcune ossa su un monte al confine tra Basilicata e Campania. E’ giallo!

Giallo su alcuni resti ossei saltati fuori in un bosco, a quasi 1.300 m di altitudine, a Petina, comune di confine della provincia di Salerno. Secondo i primi riscontri non si tratta di resti recenti ma non è stato ancora accertato se si tratta di ossa appartenenti ad animali o a persone. Del caso si sta occupando la Procura della Repubblica di Lagonegro che ha incaricato i Ris di eseguire le analisi sui resti. I carabinieri del reparto investigazioni scientifiche effettueranno il test del carbonio 14 ma anche del dna, utili a stabilire età, sesso e a datare le ossa. In attesa dei risultati gli inquirenti verificano a 360 grandi la possibilità di eventuali sparizioni, vagliando nomi e date di persone scomparse negli anni scorsi. Nel zona sud della Campania, interessata dal ritrovamento, a quanto sembra, non ve ne sono stati. «Se sono resti umani non appartengono a persone di Petina – spiega il sindaco del centro degli Alburni Domenico D’Amato -. Non ho notizia di sparizioni né recenti né passate nei dintorni». Sono ancora diversi, invece, i casi aperti in Basilicata, da quello di Maria Antonietta Flora, la maestra di Lagonegro scomparsa il 10 novembre del 1984, a quello di Ottavia De Luise, la ragazzina di Montemurro sparita nel nulla il 12 maggio del 1975.

Ovviamente si ragiona per ipotesi perché bisogna attendere i risultati delle analisi per capire se siano ossa di animali o di persone fatte sparire altrove e poi portate lì da qualcuno che conosceva i luoghi, forse approfittando del fatto che si tratta di zone di montagna. A notare due giorni fa i resti tra la vegetazione è stato un uomo che cercava tartufi. Il suo cane ha cominciato a scavare in un punto e sono saltate fuori le ossa. Sul posto (località La Pila) sono intervenuti i carabinieri di Sala Consilina che le hanno sequestrate. Dai primi rilievi, sembra si tratti dei resti datati, ma saranno i Ris a stabilirlo e a cercare di scoprire tutti gli elementi utili a capire da dove arrivino le ossa. Per ora nessuna strada è esclusa, anche se la più probabile, a prima vista, è che si tratti di resti di animali.

FONTE: PINO PERCIANTE – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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