Rientri, tamponi e isolamento domiciliare nella Basilicata della “Fase II”

La testimonianza di una giovane studentessa

Come tutti sapete, dallo scorso 4 Maggio, è possibile rientrare in Basilicata anche per tutti i cittadini impegnati per lavoro o per studio nelle altre regioni del Paese.

A quanto pare, questo tanto atteso rientro presso il domicilio di residenza per riabbracciare dopo mesi i propri genitori, non è stato privo di ostacoli burocratici e peripezie.

A tal proposito, una giovane studentessa Potentina, impegnata a Caserta negli ultimi mesi, ha ritenuto opportuno contattare la nostra redazione per raccontare la sua esperienza.

Quali difficoltà ha dovuto affrontare in questi giorni?

“Stavo organizzando il rientro in regione, preferivo evitare i mezzi pubblici per evidenti ragioni di sicurezza. Dopo aver chiesto chiarimenti alla questura di Caserta, mi è stato detto che mio padre non avrebbe potuto raggiungermi con la sua auto. Tra l’altro, avrei voluto trascorrere i quattordici giorni di isolamento fiduciario (a scopo totalmente precauzionale) nella mia seconda casa che ha sede in un paese dell’area del Pollino. Avrei informato immediatamente le autorità sanitarie regionali, richiedendo il tampone. Ci tenevo molto a rispettare ogni precauzione, soprattutto per tutelare la salute della mia famiglia”

Perchè questo non è stato possibile?

” Perchè la Questura di Caserta ha specificato che i miei genitori non potevano raggiungermi con l’auto, in quanto questa motivazione non figurerebbe tra quelle di stretta necessità, così come previsto dai modelli delle autocertificazioni.”

Cosa ha deciso di fare a quel punto?

“Sono stata costretta a prendere i mezzi pubblici. Mi convinco ancor di più del fatto che, a tutela della sicurezza della mia famiglia, sarebbe stato opportuno trascorrere il periodo di isolamento domiciliare lontano dai miei genitori, nella mia seconda casa. A tal proposito, chiamo ancora una volta la Questura e chiedo se è possibile, una volta arrivata a Potenza, poter partire alla volta della mia seconda casa.”

Cosa le rispondono?

“Che non si può fare. La mia destinazione ultima per il rientro è Potenza, da quel momento in poi, ogni altro movimento sarebbe stato considerato in contravvenzione alle regole.”

E’ riuscita a rientrare a Potenza?

” Certo, con l’autobus. Ho viaggiato di mattina presto, insieme a poche altre persone.
Appena arrivo a Potenza (Giovedì 7 Maggio ndr), riesco a fare immediatamente il tampone: mi dicono di indicare il mio numero di cellulare e il contatto del mio medico curante. Mi informano del fatto che sarei stata richiamata massimo quarantotto ore dopo. “

Bene. Ha ricevuto dunque l’esito?

“Assolutamente no. Sono trascorsi oramai sei lunghi giorni e, nonostante le mie innumerevoli sollecitazioni a tutti i numeri verdi di assistenza regionali, non sono riuscita ancora ad ottenere l’esito. Questo mi preoccupa molto, in attesa del risultato, ho preferito alloggiare temporaneamente in un domicilio diverso da quello dei miei genitori.

La mia storia purtroppo rende evidente che non basta chiedere di fare il tampone, appena rientrati da fuori regione. Se i tempi di processazione (e comunicazione degli esiti) equivalgono a quelli della quarantena, a questo punto è più semplice prevedere come unica soluzione quella dell’isolamento domiciliare. “

 

 

 

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