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Lavoro

Ricerca e sviluppo, il dato lucano sopra la media italiana

La ricerca e sviluppo rappresenta uno degli indicatori della capacità di un territorio di innovare, rafforzare il proprio sistema produttivo e sviluppare nuove competenze. Nel 2024 la spesa in R&S in Italia è cresciuta del 5,6% rispetto all’anno precedente, raggiungendo circa 31 miliardi di euro. L’aumento è stato particolarmente sostenuto nelle università (+13,4%), mentre le istituzioni pubbliche hanno registrato una crescita del 4,7% e le imprese del 2,4%. A livello territoriale, è il Mezzogiorno a segnare l’incremento più elevato, con un +8,9%, seguito dal Nord-est (+6,6%). La crescita del Sud si accompagna a una composizione degli investimenti diversa da quella delle regioni settentrionali. Se al Nord sono soprattutto le imprese a sostenere la spesa in ricerca, nel Mezzogiorno assumono un peso centrale le università e le istituzioni pubbliche. In alcune regioni meridionali, tra cui la Basilicata, questi due settori arrivano a rappresentare complessivamente l’80% della spesa in R&S. È un dato che richiama il ruolo del sistema universitario e dei centri pubblici nella produzione di conoscenza e nel rafforzamento delle competenze scientifiche dei territori.

In questo quadro si distingue la Basilicata, che nel 2024 ha registrato una crescita della spesa in ricerca e sviluppo del 10,4% rispetto al 2023. Si tratta del quinto incremento più elevato tra le regioni e province autonome italiane, dopo la Provincia autonoma di Bolzano (+21,1%), l’Emilia-Romagna (+13,4%), la Puglia (+12,9%) e la Campania (+11,2%). Il risultato lucano supera di 4,8 punti percentuali la crescita nazionale e di 1,5 punti quella del Mezzogiorno. Un altro elemento riguarda la composizione della spesa: in Basilicata, come in Sardegna e Calabria, il settore pubblico e le università arrivano a sostenere l’80% degli investimenti in R&S. È una caratteristica che rende particolarmente rilevante il contributo dell’Università degli Studi della Basilicata e dei centri di ricerca pubblici nel sistema regionale, accanto alle attività delle imprese.

Nel commentare i risultati, il presidente della Regione Vito Bardi ha richiamato proprio il contributo delle imprese, dei centri di ricerca, dell’Università degli Studi della Basilicata e dei giovani ricercatori e imprenditori. La crescita degli investimenti, ha sottolineato, può contribuire a creare le condizioni affinché le competenze sviluppate sul territorio trovino occasioni per restare, rientrare e lavorare in Basilicata, anche in relazione alle transizioni energetica, industriale e digitale.

FONTE ENI

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La Gazzetta della Val d'Agri
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