Società e Cultura

Rete degli Studenti Medi manifestano per contestare la riforma dell’esame di stato del ministro Bianchi



Dopo le manifestazioni studentesche che hanno riempito le piazze il 4 febbraio, anche la Rete degli Studenti Medi scende al fianco di centinaia di studenti lucani per contestare la riforma dell’esame di stato del ministro Bianchi.
Il reinserimento delle due prove scritte nell’esame di maturità è la dimostrazione dell’insofferenza delle istituzioni davanti a ragazzi evidentemente provati dalla situazione pandemica. I due anni di didattica a distanza sono stati la causa della maggior parte delle difficoltà degli studenti sul piano dell’apprendimento e della concentrazione oltre che dei buchi nozionistici importanti che sono stati verificati anche dai risultati statistici delle prove invalsi 2021.
La normalità non può essere confusa con quella che era la situazione pre-pandemica. Non ci si può aspettare che due anni vissuti con la minaccia incombente della didattica a distanza, che abbiamo ripetuto varie volte essere fallimentare, o di nuove restrizioni possano essere recuperati in pochi mesi.
Se la normalità è una giustificazione per il ritorno ad un passato fatto di esami basati sull’esposizione acritica degli argomenti, gli studenti non sono d’accordo. Riformare l’esame di stato, pensare a nuove modalità di somministrazione della prova per gli anni a venire, tenere conto della capacità critica degli studenti più che dell’apprendimento passivo: questi dovrebbero essere gli obbiettivi di un Ministero che cerca un’Italia giovane e ben formata, e ancora una volta Bianchi ha fallito nel raggiungere il traguardo che i ragazzi si aspettavano.
Siamo scesi in piazza per ricordare di essere vittime della crisi pandemica al pari del resto degli italiani e dei lavoratori; per fare in modo che il Governo si prenda la responsabilità delle decisioni
che sono state prese per contenere l’epidemia, giuste o sbagliate che siano. Vogliamo un esame che testi il nostro senso critico e, letteralmente, la nostra maturità. Vogliamo una riforma della scuola in generale, che sia progressista e a misura di studente.

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