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“Restituite l’asina Nicoletta. Non si ruba il simbolo di 20 anni di lotte della Basilicata”

L’appello ai rapitori del Sindaco Marrese e Castellucci: “Pago qualsiasi riscatto ma non ammazzatela”

di Filippo Mele

“Non si ruba il simbolo delle lotte sociali della Basilicata degli ultimi venti anni. Lancio un appello ai ladri perchè restituiscano al suo proprietario, Vincenzo Castellucci, l’asina Nicoletta. E con lei i figli Salvatore, Nicoletta Junior, Mario e Ines”. Appello lanciato tramite il nostro giornale da Piero Marrese, sindaco della città di Lomonaco e presidente della Provincia di Matera. Anche Castellucci, intanto, ha chiesto ai rapitori, in maniera accorata, di non ammazzare i suoi asinelli e di restituirglieli dicendosi “disponibile anche a pagare un riscatto, qualsiasi cifra. A costo di andare a chiedere l’elemosina”. Ma ecco ancora il primo cittadino: “Nicoletta è un patrimonio non solo di Montalbano Jonico ma di tutta la Regione Basilicata. Le sue battaglie, da quelle contro le scorie a Scanzano Jonico a quelle contro le trivelle, hanno aiutato tutti e non sono state mai di parte.

Chi ha compiuto questo gesto folle si ravveda e riconsegni gli animali”. E Vincenzo, rivolto ancora ai ladri: “Per favore, fate tutto il possibile per riportarmi gli asinelli”. La vicenda, intanto, dopo gli articoli del nostro giornale di sabato scorso, è finita sulla Rai e sui social. Migliaia le reazioni indignate. Nicoletta e Vincenzo sono molto popolari. Tutti hanno ricordato le loro battaglie, sempre in prima fila, a cominciare da quella, vinta, a Scanzano Jonico, nel 2003, contro il deposito delle scorie nucleari a Terzo Cavone per continuare con quelle per rivendicare aiuti agli agricoltori colpiti dalla siccità o dalle alluvioni nel Metapontino per finire alle ultime, contro le trivelle petrolifere. Ma le loro lotte sono state condotte anche in provincia di Potenza come quando a Rapolla furono tra quanti manifestarono contro i tralicci nel centro abitato od a Melfi quando furono al fianco dei bisarchisti in lotta da giorni contro la Fca. “In quella occasione – ha ricordato Vincenzo – i camionisti, quando vinsero la battaglia, riempirono un cappello di soldi e ce li offrirono. Ma io e Nicoletta rifiutammo. Noi non partecipavamo alle proteste della Basilicata per soldi”. Insomma, la mitica asinella ed il suo fido padrone sono stati in tanti anni il simbolo dello spirito dei lucani: miti e dignitosi ma battaglieri quando si trattava di esserlo. L’emblema del Sud contro quello del Nord, la mucca Ercolina portata nelle piazze dai Cobas del latte.

 

SUL FURTO DI NICOLETTA INDAGANO I CARABINIERI

MONTALBANO JONICO – I carabinieri indagano sul furto subito da Vincenzo Castellucci nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, in contrada Ceramello. I ladri, è stato accertato, hanno dapprima tagliato la rete con fili di ferro che circonda l’appezzamento di terreno annesso all’abitazione ed alle stalle e poi hanno trafugato, indisturbati, trattandosi di una zona rurale disabitata, Nicoletta ed i suoi quattro figli. Si indaga anche sui motivi che potrebbero essere alla base del fatto di cronaca. Perchè rubare cinque asinelli di cui uno, appunto la condottiera di tante battaglie per il riscatto della Basilicata, dall’età avanzata, 27 anni? Servono in qualche agriturismo? Servono per lavori in campagna? Non pare che siano stati portati via per farne carne da macello. O, almeno questo si spera. Le indagini, anche nel caso di furto di asinelli, sono condotte, come sul dirsi, a 360 gradi.

FONTE: FILIPPO MELE BLOG

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