Cronache

Residenti in Basilicata ma vivono in Venezuela. Intascano ben 156mila euro!


Nei certificati scrivevano di essere residenti a Melfi, in realtà la loro casa da più di 60 anni era in Sudamerica, in una città del Venezuela. Lì una coppia formata da marito e moglie, entrambi di 80 anni, si manteneva anche grazie all’assegno sociale di 450 euro che ogni mese arrivava dall’Italia. Soldi che però non gli spettavano, perché uno dei requisiti per beneficiarne è non risiedere all’estero per più di 30 giorni. Invece, la coppia di anziani coniugi aveva lasciato la città federiciana e si era trasferita in Venezuela dal 1955. Nel loro conto sono arrivati in tutto 156 mila euro che ora l’Inps intende recuperare. La scoperta grazie alla Guardia di Finanza che ha svelato una truffa all’Istituto di previdenza da 10 milioni di euro. Già, perché i casi di anziani che facevano risultare di essere in Italia nonostante fossero residenti all’estero per poter intascare l’assegno sociale sono risultati centinaia . Nel nostro Paese ci tornavano ogni tanto e solo per ritirare soldi allo sportello. Falsa la residenza, falsa la dichiarazione dei redditi, guarda caso sempre inferiore alla soglia prevista per ottenere l’assegno pensato per i cittadini più disagiati .

E invece tra i destinatari c’era anche chi ha trasferito capitali verso il principato di Monaco per quasi 400 mila euro. Sono 370 le persone denunciate sia italiane sia straniere ( tra cui la coppia di coniugi lucani) nell’ambito dell’operazione chiamata “People out”, condotta dal Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di Finanza su tutto il territorio nazionale. L’Inps ha sospeso i pagamenti e si sta attivando per recuperare le somme che sono state percepite senza averne diritto. L’istituto di previdenza prevede un risparmio annuo di oltre 2, 6 milioni di euro. L’assegno sociale è uno dei cosiddetti “strumenti di protezione” erogati dall’Inps. Il beneficio, di circa 450 euro al mese per 13 mensilità, spetta solo a chi è indigente e risiede in Italia. Le 370 persone denunciate dalle Fiamme gialle avevano ottenuto l’assegno, ma una volta trasferiti all’estero – prevalentemente in Sud America e nell’Est Europa – non l’hanno comunicato e anzi si sono anche finti poveri per poter incassare il contributo. L’operazione della Guardia di finanza ha permesso di accertare complessivamente 479 casi irregolari.

FONTE: PINO PERCIANTE – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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