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Regione e Cestrim: siglato protocollo d’intesa, un valido aiuto per tante donne

Tutela delle vittime di tratta e sfruttamento dei flussi migratori. Anche la Regione Basilicata a sostegno di un progetto nazionale portato avanti dal Ce.stri.m con il Dipartimento delle Pari Opportunità.

E’ stato siglato questa mattina, nella Sala Verrastro del Palazzo della Giunta regionale, un protocollo di intesa tra la Regione e il Cestrim. A firmare l’accordo l’assessore alle Politiche della Persona Flavia Franconi, il direttore generale del dipartimento Donato Pafundi con il presidente dell’associazione Don Marcello Cozzi.

Nella rete collaborativa tra istituzioni, forze dell’ordine, soggetti pubblici e privati entra a far parte anche la Regione Basilicata. “Siamo contenti – ha sottolineato l’assessore alle Politiche della Persona Flavia Franconi. Il progetto nazionale del Cestrim è un valido aiuto per combattere la tratta di giovani donne che vengono qui per trovare un po’ di pace e che invece finiscono per subire altro dolore. Non è tollerabile per un paese civile”.

Continuiamo a investire per combattere la violenza di genere – ha sottolineato l’assessore Franconi – ricordando le attività poste in essere in questi ultimi mesi a partire dalla inaugurazione di un centro di accoglienza.

Don Marcello Cozzi presidente dell’associazione, dopo aver ringraziato la Regione, ricordando la storica collaborazione nell’ultimo ventennio, ha evidenziato la consistenza del fenomeno in particolare nel capoluogo. Censite una sessantina di ragazze che lavorano per strada di origine prevalentemente nigeriana. “La collaborazione con la Regione è fondamentale – ha detto – perché oltre al contributo del privato abbiamo bisogno delle istituzioni. Molta strada è stata fatta sull’accoglienza, oggi il Ministero dimostra nella programmazione molta più sensibilità rispetto al passato”.

La Regione non lavorerà direttamente per l’emersione del fenomeno, che sarà compito del Cestrim. Lo ha detto il direttore generale del dipartimento Politiche della Persona Donato Pafundi. “La nostra partecipazione – ha concluso – consisterà nella condivisione degli obiettivi, dalla messa a disposizione delle strutture fino alla comunicazione. Un’azione di supporto e di cornice al progetto fortemente condiviso dall’ente”.

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