Società e Cultura

Rapporto Svimez sulla Basilicata: segnali di crescita confermati seppur ancora troppo deboli


Il Rapporto “SVIMEZ 2016”, presentato a Roma lo scorso novembre e che oggi, lunedì 13 febbraio, è stato proposto a Potenza nell’Aula Magna dell’Università. Dopo l’introduzione del Consigliere di Amministrazione SVIMEZ Vincenzo Viti, il Rapporto è stato presentato dal Presidente SVIMEZ Adriano Giannola e dal Direttore Riccardo Padovani.

Il rapporto ha inteso offrire non solo elementi di lettura della migliore dinamica congiunturale e delle persistenti fragilità del sistema, ed, inoltre, identificare le condizioni per porre su una più solida base per la ripartenza dell’economia meridionale e dell’intero Paese.

Nel 2015, invece, l’economia mondiale ha rallentato, ridimensionando le attese sulla ripresa dell’Italia, mentre per il Mezzogiorno è stato un anno positivo, oltre le previsioni. L’uno per cento di incremento di PIL nell’area interrompe sette anni di contrazioni consecutive che avevano prodotto una caduta complessiva di oltre 13 punti, in particolare, l’annata agraria, particolarmente favorevole, e il turismo che ha beneficiato dell’esplodere della crisi che ancora sta travagliando la sponda Sud del Mediterraneo. Un fattore particolarmente significativo ha, inoltre, inciso sulla congiuntura, la chiusura del ciclo di programmazione dei Fondi strutturali europei 2007/2013, che ha portato ad un sensibile incremento degli investimenti pubblici.
La sfida prossima è quella di non lasciare che questa ripartenza del 2015 conservi i caratteri di eccezionalità, affidandosi a nuove condizioni congiunturali non supportate da precise scelte politiche. Bisogna avere, inoltre, la consapevolezza che la ripartenza si inserisce non solo in un quadro di persistente e irrisolta emergenza sociale, ma anche di una persistente fragilità strutturale. La crescita dell’anno scorso ha ridotto in misura molto parziale il depauperamento di risorse e potenziale produttivo provocato dalla crisi: essa è ancora troppo debole e i suoi “picchi” sono concentrati in alcune nicchie produttive. Intanto, si confermano i grandi problemi strutturali di competitività legati alla
dimensione e alla composizione settoriale. Insomma, per spezzare la lunga spirale di bassa produttività, bassa crescita e dunque minore benessere sarà necessaria e per un tempo non breve un’azione particolarmente consapevole, decisa ed efficace.
Tuttavia, i dati più recenti e le nostre previsioni per il 2016 e il 2017 confermano la ripresa di un sentiero di crescita. Una crescita ancora troppo debole, ma di grande importanza: il Sud mostra infatti tratti di resilienza nella maggior parte dei settori produttivi a testimonianza che la “Grande recessione” ha certamente colpito ma non ha fatto venire meno la sua capacità di rimanere agganciato, com’è accaduto, pur con fasi alterne, dal dopoguerra ad oggi, allo sviluppo del resto del Paese.
Rocco Becce robexdj@gmail.com
Il documento completo e le slide della presentazione

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