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Puglia: che cosa stabilisce la legge regionale sul gioco d’azzardo?

Uno sguardo alla normativa regionale sul gioco d’azzardo patologico (GAP), e in particolare alle distanze dai luoghi cosiddetti sensibili (scuole, biblioteche, ecc.) e alle modalità di installazione di slot machine e videolottery.

È passato più di un anno dall’introduzione delle modifiche alla legge della Regione Puglia volta a contrastare la diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP). A giugno 2019, il Consiglio regionale pugliese aveva infatti espresso il proprio benestare in favore di una sostanziale attenuazione della normativa esistente. Quest’ultima, la legge n. 43 del 13 dicembre 2013 sul GAP, comportava una serie di restrizioni finalizzate a ridurre il fenomeno dell’azzardo compulsivo.

La principale limitazione riguardava il distanziamento minimo di 500 metri delle sale da gioco o dei centri scommesse dai luoghi frequentati da giovani (scuole, centri sportivi, luoghi di culto, oratori, biblioteche e simili). Tale norma, denominata “distanziometro”, si sarebbe dovuta applicare anche alle attività già esistenti nel momento in cui si fossero trovate a rinnovare le autorizzazioni o, in ogni caso, entro non più di cinque anni dall’entrata in vigore della legge.

I Pugliesi e il gioco d’azzardo

Nel 2019, i Pugliesi hanno speso oltre un miliardo di euro in giochi e scommesse, tradizionali e online. Una cifra superiore di 1,9 punti percentuali a quella spesa nel corso di tutto l’anno precedente, che pone la Puglia tra le prime 15 regioni d’Italia per spesa pro-capite nel settore.

I dati sono indubbiamente incoraggianti per l’industria dell’azzardo, spinta dalla crescita del gambling e del betting online. Le piattaforme virtuali legali, oltre al vantaggio di essere accessibili ovunque e in qualsiasi momento, offrono bonus e offerte particolarmente convenienti per poter piazzare scommesse o giocare alle classiche slot.

Allo stesso tempo, tuttavia, la crescita del gioco in Puglia apre a un dibattito sul controllo del gioco patologico. Dibattito che si è ulteriormente inasprito dopo che il Consiglio regionale ha avvallato l’allentamento di alcune limitazioni contenute nella legge GAP del 2013.

 

Le modifiche alla legge GAP 2013

 Il 4 giugno 2019, la maggioranza guidata dai rappresentanti di Noi a Sinistra e Leu (con esclusione dei 5 stelle) ha presentato una proposta di modifica alla legge sul gioco legale in vigore dal 2013. La proposta è stata approvata dal Consiglio regionale con una maggioranza di 37 voti favorevoli.

Ma che cosa è cambiato, nello specifico, con le modifiche da quella che è poi divenuta la legge regionale n.21 del 17 giugno 2019?

Dal 2019 sono in vigore nuove regole sull’installazione di slot e videolotterie.

  • Distanziometro: come si accennava in precedenza, la principale novità introdotta nel 2019 è quella del distanziamento minimo tra le sale da gioco o i centri scommesse e i luoghi sensibili. La legge 2013 vietava l’apertura di attività dedicate all’azzardo o la installazione di slot machine e videolottery a meno di 500 metri «da istituti scolastici primari e secondari, università, biblioteche pubbliche, strutture sanitarie e ospedaliere e luoghi di culto». Con le nuove regole, tale distanza minima è stata ridotta a 250 metri.
  • Vecchie autorizzazioni: le modifiche approvate dal Consiglio regionale ribaltano quanto stabilito dalla legge GAP del 2013 in merito alle vecchie licenze. Queste sarebbero dovute decadere a cinque anni dall’entrata in vigore della legge stessa qualora le attività detentrici non avessero rispettato il distanziamento minimo dai luoghi sensibili. In poche parole, a partire dal 20 dicembre 2018 (scadenza successivamente procrastinata al 20 giugno 2019) i titolari di sale giochi a meno di 500 metri da scuole, università e simili sarebbero stati costretti a chiudere i battenti. Tutto è cambiato con la modifica del 17 giugno 2019, che limita il rispetto della norma esclusivamente alle nuove attività.
  • Nuove autorizzazioni: le nuove licenze, oggi, possono essere concesse soltanto a esercizi ubicati in un raggio superiore a 250 metri (non più 500) da luoghi di istruzione, biblioteche pubbliche, edifici ospedalieri e di culto. Tra le nuove autorizzazioni sono inclusi anche gli ampliamenti degli spazi oltre il 75% della superficie attuale con installazione di nuovi giochi, o il trasferimento dell’attività presso altra sede. Sono esclusi invece i casi di sostituzione di apparecchi obsoleti.

 Locali piccoli: stando alla normativa attualmente vigente, è vietato istallare slot e videolotterie in esercizi con superficie inferiore a 20 metri quadrati, la cui attività principale non comporta la commercializzazione o la fornitura di gioco d’azzardo legale. È inoltre obbligatorio separare gli spazi dedicati al gioco da quelli riservati allo svolgimento delle altre attività (bar, vendita di tabacchi, ecc.).

 Formazione: entro sei mesi dall’apertura e, successivamente, ogni due anni, i titolari di sale da gioco e scommesse sono tenuti a frequentare corsi di aggiornamento sulla normativa di settore e sulla prevenzione del gioco d’azzardo patologico.

 Insieme contro l’Azzardo, la posizione di Attilio Simeone

 A dichiararsi fin da subito contrario alle modifiche votate dal Consiglio della Regione Puglia è stato il coordinatore nazionale del cartello Insieme contro l’Azzardo. Attilio Simeone vorrebbe infatti che la Puglia adottasse lo stesso approccio di regioni virtuose come il Piemonte, dove l’applicazione del distanziometro più severo ha portato a un calo del 20% del consumo compulsivo di giochi d’azzardo.

Conclusioni

Nell’ultimo biennio, la Puglia si è dimostrata meno proibizionista nei confronti dell gioco d’azzardo legale. Lo scopo è quello di tutelare i gestori e i giocatori non patologici, continuando tuttavia a vigilare per prevenire e contrastare il fenomeno del gioco patologico.

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