Lavoro e Salute

Proteste lavoratori Centro olio Corleto: il petrolio non deve essere un affare solo per compagnie petrolifere

Quanto sta accadendo in queste ore a Corleto, all’ingresso del Centro Olio Total, con il presidio di protesta dei lavoratori impegnati nel completamento del Centro, è un’ulteriore testimonianza della cattiva gestione delle risorse petrolifere da parte dei Governi Regionali che si sono succeduti sino ad oggi. Per la maggior parte di questi lavoratori, che per anni hanno contribuito alla realizzazione del Centro, non c’è futuro. Si ripete l’esperienza di lavoratori che non possono contare sulla continuità del contratto e vengono scaricati senza alcuno scrupolo. Su questo c’è la piena responsabilità della Regione che non è in grado di gestire le relazioni con la Total, come con le altre società dell’indotto, per finalizzare la produzione di greggio all’occupazione e di conseguenza all’economia locale.

E’ la solita storia di appalti e subappalti che si ripete intorno al nostro petrolio, proprio come è già accaduto in Val d’Agri, con lavoratori lasciati soli senza nemmeno un confronto con i rappresentanti della società principale, la Total, e gli organi regionali che manifestano disinteresse. Se a ciò si aggiunge che numerosi giovani che hanno partecipato a corsi di formazione con l’attesa di essere assunti dalla Total nell’indotto e realizzare il proprio futuro nella regione, ancora oggi, non hanno ricevuta alcuna notizia, il quadro che emerge è ancora più negativo. Anzi è proprio la formazione del personale specializzato di cui Total e società-imprese hanno bisogno che è il punto debole in quanto non è certo casuale che la manodopera che resterà a lavoro è per la maggior parte extraregionale.

Siamo al fianco di questi lavoratori, come delle comunità locali del Sauro, con l’impegno che il nuovo Consiglio e la nuova Giunta Regionali affronteranno la questione decisamente in maniera diversa e con la determinazione che la risorsa petrolifera lucana deve essere condizionata ai fattori del lavoro, della tutela dell’ambiente, della salvaguardia della salute, e dello sviluppo economico, altrimenti le risorse energetiche non produrranno alcun beneficio diretto alle nostre popolazioni ma saranno solo un affare per le compagnie.

Francesco Pagano, coordinatore IDEA Basilicata

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