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Picerno. Via libera al radar sul Monte Li Foj dal Consiglio di Stato

Via libera (per ora) al radar di monte Li Foj, a Picerno. Il Consiglio di Stato ha, infatti, accolto la richiesta di sospensiva avanzata dalla presidenza del Consiglio dei ministri e ha congelato la sentenza del Tar che aveva di fatto dato ragione a chi si oppone all’antenna rilevando la necessità di una valutazione di incidenza ambientale prima di realizzare l’impianto. La quarta sezione del Consiglio di Stato, con un’ordinanza, ha fissato per il 10 maggio dell’anno prossimo l’udienza per la decisione definitiva. Tale pronuncia significa che i lavori per realizzare il radar potrebbero, in teoria, cominciare già oggi. Nella pratica è molto più probabile che si aspetterà fino all’udienza di merito.

L’opera è indispensabile: motivano così i giudici del Consiglio di Stato nell’or – dinanza che risale al 10 novembre scorso la decisione di sospendere la sentenza del Tar. «Rilevato che – si legge nel provvedimento dell’organo supremo della giustizia amministrativa – pur nei limiti della sommaria cognizione cautelare l’appello pare provvisto di fumus , quanto al profilo della integrabilità per relationem della motivazione; rilevato che parimenti sussiste il requisito del periculum in mora tenuto conto della indispensabilità dell’opera , accoglie l’istanza di sospensione e fissa l’udienza di merito per il 10 maggio 2018». Una brutto colpo per il fronte anti radar. «Il principio di precauzione più volte evocato dalla Corte di giustizia europea viene disatteso – commenta l’avvocato Alessandro Singetta, legale del comune di Picerno -. Il Consiglio di Stato ha contraddetto se stesso perché con la precedente ordinanza aveva stabilito che la rete di radar poteva funzionare anche senza l’impianto di monte Li Foj.

Bisognerebbe poi vedere se un progetto nato nel 2001 è ancora valido a distanza di oltre 16 anni». E aggiunge: «Una nota del dirigente dell’Ufficio ambiente della Regione dice che in questi casi è indispensabile la valutazione di incidenza, una nota del direttore generale del ministero dell’Ambiente sostiene che, nel caso in esame, andava fatto quanto meno uno screening. Infine, per un caso quasi analogo lo stesso Consiglio di Stato, il 13 settembre scorso, ha sancito che la valutazione di incidenza è necessaria per qualsiasi progetto che possa avere influenze significative su un sito delle Rete natura 200o. Monte Li Foj non solo appartiene alla Rete natura 2000 ma è anche zona a conservazione speciale». Intanto il Comitato No radar annuncia nuove battaglie.

FONTE: PINO PERCIANTE – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

 

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