Petrolio in Val d'Agri

Parco Nazionale dell’Appennino Lucano: inammissibile la richiesta Eni di perforare il pozzo “Alli5”


Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano ha espresso parere sfavorevole all’istanza presentata da ENI per il progetto di perforazione e messa a produzione del pozzo “ALLI5”, Secondo l’Ente Parco  «è inammissibile» la richiesta «presentata da ENI di nuova perforazione nell’Area Cluster Sant’Elia 1-Cerro Falcone 7, che si trova in località Civita di Marsico Vetere, dove già sono presenti due pozzi attivi nell’ambito della concessione “Val d’Agri”».

L’Ente Parco comunica di aver «trasmesso le proprie osservazioni al ministero dell’ambiente in merito alla procedura di Valutazione di impatto ambientale relativa alla richiesta dell’ENI, motivando la propria contrarietà al progetto con gli effetti negativi che un’ulteriore perforazione arrecherebbe alla biodiversità e agli ecosistemi essenziali per l’avifauna».


La Regione Basilicata aveva dato giudizio favorevole alla valutazione ambientale già il 10 aprile del 2015, ma al Parco sottolineano che «L’area interessata alla richiesta di perforazione, pur non rientrando nel perimetro del Parco, ne dista circa 900 metri, e sorge a poco più di un chilometro dalle aree ZSC di Monte della Madonna di Viggiano e di Monte Volturino, e dall’area ZPS Appennino Lucano. L’area di estrazione petrolifera, inoltre, è compresa in una vasta area perimetrata come IBA (Important Bird Areas) che ha una superficie di oltre 110.295 ettari e si pone in continuità con altre due importanti IBA, che sono quella del “Pollino e Orsomarso” e quella dei “Calanchi della Basilicata”. Si tratta, come si evince da tali dati, di un’area di grande interesse ambientale che sarebbe sicuramente danneggiata da ulteriori pozzi di estrazione petrolifera. Essa rappresenta, infatti, un vero e proprio corridoio ecologico con la presenza di un cospicuo numero di specie avifaunistica, come riportato nei formulari di Rete Natura 2000».

Le osservazioni presentate dal Parco Nazionale «dimostrano come l’incremento delle attività estrattive dell’area porterebbero a un inquinamento acustico insopportabile per la fauna ornitica presente nell’area, che causerebbe cospicui danni a specie protette di elevato valore naturalistico».

L’Ente Parco conclude: «Tutte queste circostanze, accuratamente approfondite dagli uffici dell’ente, hanno portato la direzione a esprimere la propria contrarietà al progetto di perforazione del pozzo di estrazione “ALLI 5”, nel rispetto della funzione di salvaguardia e protezione del capitale naturale che la legge attribuisce agli enti Parco».

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