Petrolio in Val d'Agri

Osservatorio Popolare Val d’Agri: tre nuovi pozzi petroliferi nel territorio di Marsicovetere


Ieri è stato l’ultimo giorno per presentare le osservazioni presso il Ministero dell’Ambiente rispetto ai nuovi pozzi petroliferi previsti a Marsicovetere. Tutte le associazioni, i comitati e i cittadini si affrettano affinchè sia aperto un confronto e per denunciare quanto sta accadendo sulla propria pelle.

Sono, infatti, 3 i nuovi pozzi idrocarburi previsti a Marsicovetere in località Civita: S.Elia 1, Cerro Falcone 7 e ALLI 5. Se realizzati, i tre pozzi avrebbero impatti significativi anche per l’ecosistema della Val d’Agri e per le aziende agricole e zootecniche biologiche presenti nel territorio di Marsicovetere.

Si troverebbero all’interno di un’IBA (Important Bird Areas) e su un sistema idrico sotterraneo denominato Torrente Molinara – Bocca dell’Acqua a poca distanza dall’importante area archeologica della Civita di Marsicovetere, a brevissima distanza da importanti Zone di Conservazione Speciale (nonché SIC e ZPS), quali il Monte della Madonna di Viggiano, il Monte Vulturino, al confine del Parco Nazionale della Val d’Agri – Lagonegrese e in un’area ad elevato valore paesaggistico, naturalistico ed eco-sistemico, con la presenza di habitat sensibili di elevato pregio. Altresì l’area di perforazione sarebbe localizzata in una zona montana (a circa 900 metri di altezza) e non collinare – come erroneamente e capziosamente ha dichiarato nei documenti ENI – e rurale, con la presenza di aziende agricole e zootecniche, coltivazioni biologiche e di pregio e aree boscate ad elevato valore ambientale ed eco-sistemico.

La postazione pertanto, pur non essendo direttamente localizzata all’interno del Parco o di siti della Rete Natura 2000, interferirebbe direttamente e indirettamente (in superficie e nel sottosuolo) con questi ultimi e con l’ecosistema di habitat e biodiversità e avrebbe forti ripercussioni sullo stato di conservazione dei valori naturali ed eco-sistemici tutelati nei siti su citati.

Inoltre sarebbe a poca distanza da un importante insediamento archeologico fortificato della Val d’Agri ove sono stati condotti studi e ritrovati reperti che attestano la presenza di un’antichissima popolazione insediatasi sull’Appennino meridionale. In pochi istanti un antico insediamento rurale è stato già polverizzato a botte di ruspa nell’area in cui dovrebbe essere realizzata la nuova postazione per i pozzi petroliferi ENI, S.Elia 1 e Cerro Falcone. Ma i lavori di abbattimento dei ruderi del casale da chi sono stati autorizzati ?


Alle autorizzazioni già rilasciate dalla Regione Basilicata nel 2015 e nel 2018 per la nuova postazione idrocarburi di Località Civita di Marsicovetere, con i pozzi S.Elia 1 Cerro Falcone 7 si aggiunge un terzo pozzo Alli 5, sempre sulla stessa postazione di Località Civita, con procedura VIA in corso presso il Ministero dell’Ambiente. La Regione Basilicata, in base allo Sblocca Italia, non avrebbe potuto autorizzare con VIA nel 2015 (DGR Basilicata n.461/2015) e successiva Intesa del 2018 (DGR Basilicata n.485/2018) per i nuovi pozzi S.Elia 1 e Cerro Falcone, poiché era di competenza del Ministero dell’Ambiente in base alla Legge “Sblocca Italia” (nel 2015 era infatti già vigente la Legge 11/11/2014 n. 164 di conversione del Decreto decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 – Sblocca Italia)

Si sarebbe utilizzato lo stratagemma di aggirare le procedure VIA nazionali, utilizzando l’escamotage della stessa denominazione per i pozzi Cerro Falcone 7 e S.Elia 1 già autorizzati e realizzati sulla postazione idrocarburi in località “Case Marinelli di Marsicovetere” autorizzata con VIA dalla Regione di cui la DGR n. 1998/2002 e  Intesa rilasciata con DGR n. 569/2004.

Forti sono, dunque, i dubbi di natura ambientale e gli interrogativi sui pozzi S.Elia 1 e Cerro Falcone 7 già realizzati in località Case Marinelli, sui quali la Regione Basilicata non ha mai risposto in passato alle associazioni ambientaliste. E’ forte anche la preoccupazione che siano stati causati impatti significativi sulle idro-strutture che alimentano un complesso sistema di sorgenti le cui acque sono utilizzate dall’acquedotto consortile di Marsicovetere, per il centro abitato, l’ospedale di Villa d’Agri e per numerose frazioni rurali.

Sarebbe pertanto auspicabile che il Ministero dell’Ambiente sospendesse i lavori per la realizzazione della nuova postazione idrocarburi in località Civita di Marsicovetere (pozzi S. Elia 1 e Cerro Falcone 7) unitamente all’iter della VIA in corso presso il Ministero dell’Ambiente in base alla Legge “Sblocca Italia” per il nuovo pozzo idrocarburi Alli 5. Se questa autorizzazione venisse rilasciata dal Ministero risulterebbe come una “sanatoria” delle illegittimità sopra indicate.

I cittadini e le Associazioni riunite nell’Osservatorio Popolare per la Val d’agri oltre a comunicare il proprio dissenso e ad aver presentato al Ministero le proprie osservazioni, invitano ad una passeggiata simbolica mercoledì 12 alle 15.30 proprio alla Civita di Marsicovetere per mostrare, ancora una volta visto che ce n’è sempre bisogno, la bellezza dei luoghi e l’ingiustizia del profitto.

Osservatorio Popolare per la Val d’agri

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