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Ospedale Villa d’Agri: CSAIL, sospetto attivismo pre-elettorale

Dopo la visita “segreta” dell’assessore regionale alla Salute Franconi e del direttore generale Pafundi martedì scorso all’ospedale di Villa d’Agri, improvvisa e senza annuncio per evitare di incontrare i comitati dei cittadini, che avrebbe prodotto alcune misure anch’esse “secretate”, sembra che finalmente il sindaco e l’Amministrazione Comunale di Marsicovetere siano stati costretti a rientrare delle ferie. E’ stata la nostra nota del 17 agosto scorso a svelare le carte dell’atto aziendale del commissario dell’Azienda Ospedaliera San Carlo e a scompaginare i piani di Regione e Comune costringendoli ad esprimersi nel merito delle nuove pesanti penalizzazioni di servizi e prestazioni con la ulteriore riduzione di personale prevista per la struttura ospedaliera di Villa d’Agri. Ecco perché il sindaco Cantiani, non potendo più sfuggire alle proprie responsabilità e soprattutto non potendo fingere di non sapere nulla, ha dovuto annunciare via facebook che nei primi giorni di settembre convocherà un consiglio comunale aperto sull’atto di indirizzo assunto autonomamente dal commissario Asp che dovrebbe, da commissario, occuparsi solo di ordinaria amministrazione.

Come il Csail ha denunciato il disegno che si vuole perseguire nei Palazzi di Potenza di Asp e Regione è quello di far diventare Villa d’Agri una succursale dell’ospedale di Lagonegro svuotandolo di strutture complesse, servizi e primari, oltre che di personale medico e paramedico. Non riusciamo a capire cosa potrebbe accadere in questi giorni che precederanno il consiglio comunale aperto al quale di certo la Franconi non potrà certo presentarsi a mani vuote. Una cosa per noi è chiarissima: il sospetto attivismo pre-elettorale non ci può in alcun modo soddisfare e vigileremo per capire cosa si intende fare nel breve e medio termine e soprattutto per evitare nuovi danni alla nostra comunità. Ricordiamo che il documento Asp individua solo quattro strutture complesse presso l’ospedale di Villa d’Agri, mentre 7 sono a Lagonegro (con altre 5 strutture condivise con Villa d’Agri di cui 4 praticamente attestate a Lagonegro). Mentre addirittura a Melfi vi è il primariato di ostetricia e ginecologia con un punto nascita da chiudere secondo le indicazioni dell’Accordo Stato-Regioni del 2010 (come accaduto da tempo per Villa d’Agri) in quanto i parti sono stabilmente sotto i 500 l’anno.

Comunicato stampa – Filippo Massaro

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