Cronache

Orrore e scempio sul lago Sirino: vecchie bare e altri rifiuti cimiteriali abbandonati



Blitz della polizia stradale di Lagonegro che ha scoperto e sequestrato una discarica a cielo aperto di rifiuti cimiteriali, a poca distanza da uno dei più suggestivi specchi d’acqua della regione: il lago Sirino. Una discarica abusiva è un orrore di per sé, ma quando raccoglie materiali provenienti dal disseppellimento dei defunti dalle fosse scavate nel terreno o dai loculi allora l’orrore si triplica. Una cinquantina di vecchie bare, simboli religiosi, ornamenti, avanzi di imbottiture, parti metalliche di feretri come zinco e piombo, indumenti e cimeli di cari estinti abbandonati in una ventina di grossi sacchi bianchi. Rifiuti provenienti dal cimitero di un comune del vallo di Diano (Salerno) e lasciati a ridosso dell’area  parcheggio denominata Sirino sull’autostrada A2 del Mediterraneo.

L’operazione degli uomini della stradale (che si sono trovati di fronte a situazioni davvero gravi, sia da un punto di vista ambientale che da un punto di vista emotivo) ha portato alla denuncia di più persone per abbandono di rifiuti speciali e discarica abusiva. Questi rifiuti avrebbero dovuto essere destinati allo smaltimento in centri autorizzati e non dispersi, come sarebbe avvenuto, su un terreno, chiusi dentro grossi sacchi di spazzatura alla vista e alla mercé di chiunque e, per giunta, nelle vicinanze di un lago. Le operazioni di recupero sono state eseguite mediante l’utilizzo di mezzi pesanti, tra cui grandi grù resesi necessarie in quanto il  materiale si trovava in una scarpata, circa 10 metri al disotto del ciglio autostradale.

La complessità delle operazioni ha reso necessario l’impiego di diversi uomini della polizia stradale di Lagonegro e dell’Anas, nonchè specialisti per il recupero di rifiuti pericolosi. Soltanto dopo cinque ore di lavoro è stato posto rimedio allo scempio creato anche al paesaggio e si è potuta riaprire l’area parcheggio Sirino per la fruizione e l’accesso agli automobilisti. Proprio per questo motivo da circa tre mesi la stessa area era stata sottoposta a sequestro e chiusa al traffico dall’ente proprietario della strada all’atto del ritrovamento dei rifiuti.

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