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Operazione antiterrorismo della Polizia di Stato tra Lazio, Campania e Basilicata

Nell’ambito di un’indagine coordinata nel Lazio, dal Sostituto Procuratore della Repubblica, presso il Tribunale di Roma, dott. Sergio Colaiocco, all’alba di oggi, giovedì 29 marzo, un’operazione antiterrorismo denominata “Mosaico” è stata condotta in giro per l’Italia dagli agenti della Polizia di Stato delle Digos di Roma e Latina, coordinate dal Servizio Contrasto all’Estremismo e Terrorismo Esterno della DCPP/UCIGOS, con cinque ordinanze di custodia cautelare eseguite in carcere e diverse perquisizioni effettuate nelle province di Roma, Viterbo, Latina, Napoli, Caserta e Matera, disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, dott. Costantino De Robbio.

I provvedimenti cautelari hanno interessato il 38enne cittadino palestinese, Napulsi Abdel Salem, attualmente detenuto per stupefacenti, per i reati di cui agli artt. 270 quinquies e 270 sexies per addestramento ad attività con finalità di terrorismo e condotte con finalità di terrorismo, oltre ad altri 4 cittadini di origine tunisina, il 32enne Baazaoui Akram, il 52enne Baazaoui Mohamed, il 29enne Baazaoui Dhiaddine e il 30enne Baazaoui Rabie, tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le indagini sono state avviate all’indomani dell’attacco avvenuto il 19 dicembre del 2016 al mercatino natalizio di Berlino, portato a termine dal terrorista tunisino Anis Amri, ospitato nel 2015 da un suo connazionale ad Aprilia, in provincia di Latina, le cui dichiarazioni hanno contribuito a questo risultato investigativo.

Nel tempo sono stati individuati e monitorati alcuni stranieri gravitanti nell’area pontina e nel territorio della Capitale, alcuni dei quali espulsi con provvedimenti del Ministro dell’Interno in quanto ritenuti una minaccia per la sicurezza dello Stato e tra i contatti dell’attentatore di Berlino, vi era un tunisino di 37 anni residente a Latina, frequentatore del locale centro di preghiera islamico, noto per le sue posizioni radicali, legato da consolidati rapporti di amicizia con il sedicente cittadino palestinese Napulsi Abdel Salem, destinatario del provvedimento per i fatti legati al terrorismo.

I due, infatti, si erano spesso lasciati andare a considerazioni incentrate su visioni radicali dell’Islam, connotate da una marcata ostilità per gli occidentali ed i relativi costumi utilizzando espressioni del tipo “tagliare la gola e i genitali” riferite agli “infedeli”.

Un mirato servizio di Polizia Giudiziaria ha consentito, così, di rinvenire nell’abitazione romana di Napulsi, oltre che di un consistente quantitativo di droga, di tipo eroina, per il quale è attualmente in carcere, un tablet la cui analisi ha evidenziato la sua attività di auto-addestramento, attraverso la visione compulsiva di video di propaganda riconducibili al terrorismo islamico ed altri riguardanti l’acquisto e l’uso di armi da fuoco, tra cui fucili e lanciarazzi.

Inoltre, le Indagini hanno permesso di identificare un cittadino tunisino, Baazaoui Akram, che nel 2015 era costantemente presente a Latina e che avrebbe dovuto procurare falsi documenti di identità ad Amri Anis, insomma una vera e propria associazione per delinquere, operante tra le province di Caserta e Napoli, finalizzata alla falsificazione di documenti ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di soggetti dalla Tunisia a vari Paesi dell’Europa, gestita dai 4 tunisini raggiunti dai provvedimenti nella giornata di oggi.

Rocco Becce robexdj@gmail.com

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