Cronache

Operazione antiterrorismo “Caucaso Connection”, coinvolti anche due cittadini extracomunitari residenti in Basilicata


Si è conclusa lo scorso 5 luglio una brillante operazione antiterrorismo denominata “Caucaso Connection” e in una conferenza stampa ne sono stati forniti tutti i dettagli, dove è stata data esecuzione al provvedimento di un fermo per i reati di cui agli artt. 270 bis e 302 C.P nei confronti del cittadino ceceno 38enne, Eli Bombataliev, emesso dal Procuratore Distrettuale, nell’ambito del procedimento penale nr. 12855/16 Mod. 21 della Procura Distrettuale di Bari, per la prevenzione e contrasto del fenomeno dei foreign fighters ceceni dell’Isis, in transito in Italia ed in collegamento con terroristi in Siria ed in altri stati dell’Unione Europea, oltre che con filiere jihadiste caucasiche.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Bari, sono state effettuate dalla Digos di Bari, con il supporto del GICO della Guardia di Finanza di Bari per quanto riguarda gli aspetti legati al finanziamento del terrorismo.

Dall’attività investigativa è emerso il verosimile coinvolgimento del ceceno Bombataliev nell’assalto, avvenuto in Cecenia, a Grozny, nella notte tra il 3 e il 4 dicembre del 2014, alla “Casa della stampa”, sede delle principali emittenti locali, e ad una scuola da parte di un commando composto da jihadisti aderenti alla formazione terroristica “Emirato del Caucaso”, dove persero la vita 19 persone ed è emerso, inoltre, la militanza dell’indagato in gruppi combattenti in Siria nelle fila dell’Isis tra il 2014 ed il 2015.

Un significativo contributo informativo è stato acquisito nell’ambito di una collaborazione internazionale con il Belgio, in quanto lo stesso soggetto, all’attenzione anche dell’AISI, era inserito in una rete di reclutatori e combattenti ceceni dell’Isis attivi in quello Stato e segnalato proprio dall’AISI e contestualmente all’esecuzione del provvedimento cautelare, sono state anche effettuate tre espulsioni per motivi di sicurezza nazionale, alla luce della normativa antiterrorismo del 2015, di due fratelli albanesi MO. di anni 26 e ML. di anni 23, in regola sul territorio nazionale che vivevano a Lavello e, di una donna russa KM. di anni 49, irregolare sul territorio nazionale, rispettivamente residenti in Basilicata, nella provincia di Potenza e in Campania, a Napoli.

I tre soggetti espulsi sono stati tutti destinatari dell’attività di indottrinamento del Bombataliev e, nel caso della donna, di vera e propria istigazione al martirio mediante il compimento di attacchi suicidi con esplosivo.

Alle fasi esecutive dell’operazione hanno partecipato anche le Digos delle città di Napoli, Foggia e Potenza, sotto il coordinamento dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia, in data 7.7.2017, dopo aver convalidato il fermo, ha applicato nei confronti del Bombataliev la misura della custodia cautelare in carcere.

I due fratelli albanesi, giunti in Italia da circa dieci anni, titolari di regolare permesso di soggiorno, erano da tempo attenzionati e monitorati dagli agenti della Digos di Potenza per la loro conversione all’Islam, che li ha portati a frequentare un luogo di culto in Puglia, a Foggia, dove si sono legati al foreign fighter ceceno ed hanno iniziato il loro instradamento verso principi più radicali dell’Islam, sino ad essere sottoposti ad indagine dalla DDA di Bari, in collaborazione con la Digos di Bari e Foggia, per le varie frequentazioni con altri esponenti di matrice jihadista.

Nel corso dei riscontri investigativi è stato, inoltre, possibile apprendere la loro pericolosità sociale in virtù delle capillari frequentazioni riconducibili a personaggi di matrice jihadista, legati all’Isis che ne avevano determinato l’indottrinamento.

I due ragazzi, uno studente universitario a Foggia e l’altro assunto a tempo determinato in un azienda industriale del melfese, al momento dell’operazione antiterrorismo, sono stati trovati nella propria abitazione e, dopo i controlli di rito, sono stati accompagnati negli uffici della Questura di Potenza, dove si è proceduto, tramite l’ufficio immigrazione, alle verifiche amministrative e alla revoca dei propri permessi di soggiorno e all’espulsione dal territorio nazionale da parte del Prefetto della Provincia di Potenza, Giovanna Cagliostro, in quanto ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza nazionale.

Il decreto, immediatamente reso esecutivo, ha permesso di accompagnare nella stessa serata i due fratelli alla frontiera marittima di Brindisi, dove sono stati imbarcati per l’Albania con il divieto di rientro in Italia per i prossimi dieci anni.

Rocco Becce robexdj@gmail.com

 

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