Primo PianoPetrolio in Val d'Agri e Valle del Sauro

Occhi puntati della Procura su chi lavora e ha lavorato all’interno del COVA

Dubbi sulla salute dei lavoratori

Salute sì, ma salute di quanti hanno lavorato all’interno del Centro Trattamento Olio di Viggiano. Ha questo al centro il fascicolo d’indagine 3636/2016 della Procura di Potenza, nato per «gemmazione» (tecnicamente è uno stralcio) dal fascicolo sul presunto inquinamento dell’attività petrolifera dell’Eni in Val d’Agri.
Per questo, in questi giorni, in Procura stanno sfilando i 280 lavoratori del Centro Olio, ma l’inchiesta non riguarda solo loro. Gli inquirenti, infatti, hanno lavorato su due fronti: per un verso hanno acquisito l’elenco completo di tutte le persone che, nel tempo, sono entrate al Centro olio di Viggiano, per un altro l’elenco completo di tutte le «drg» (le schede relative alle prestazioni sanitarie) delle strutture sanitarie lucane. Incrociando i dati hanno estratto gli accessi
e le prestazioni sanitarie di quanti hanno avuto accesso all’impianto di trattamento del greggio.
Dal numero delle diverse prestazioni si è poi passati a evidenziare quelle relative a problemi riferibili all’attività che si svolge nel centro olio, creando un database da valutare anche in base alla consistenza per vedere se ci siano o meno ricorrenze di questo tipo di patologie.
Un’attività, questa, terminata lo scorso mese di maggio e i cui risultati sono ancora tenuti nel riserbo del segreto istruttorio. Ma può essere significativo il fatto che ai lavoratori che stanno filando davanti ai Pm Francesco Basentini e Laura Triassi vengano chieste notizie circa l’evoluzione di alcune patologie che li hanno interessati.
L’ipotesi investigativa, infatti, non riguarda possibili anomalie di funzionamento degli impianti o di errata gestione degli stessi (come nel caso dell’inchiesta sul presunto inquinamento ora in fase di dibattimento) ma una inadeguatezza del «Dvr», il documento di valutazione del rischio per i dipendenti e i «piani interferenziali », per quanti di aziende terze si recano per lavoro nel medesimo sito. E l’azienda avrebbe adottato un nuovo «Dvr» proprio a ridosso di questa estate ritenuto molto più stringente e puntuale del precedente.
Così il dubbio da chiarire è se quello precedente possa aver esposto o meno i lavoratori a rischi per la salute.
Un elemento che sta cercando di capire, per conto suo, anche Eni che nei mesi scorso ha sottoposto i lavoratori a una serie di analisi del sangue e delle urine per valutare eventuali problemi. Gli esiti di questi accertamenti sono confluiti anche nel fascicolo d i indagine (nell’ambito del così detto iter di contraddittorio avviatosi dopo la consegna della perizia a maggio). E nei faldoni sono finiti anche tutti gli altri accertamenti trovati, da quelli Istat su malattie e mortalità a quelli sulla Valutazione di impatto sanitario commissionata dai comuni di Grumento e Viggiano.
Un documento che, per i committenti, sembra rimasto lettera morta fino a quando pochi giorni fa non è rimbalzato sulla stampa senza che nessuno se ne occupasse. Ma in Procura avrebbe suscitato un ben differente interesse.

FONTE: GIOVANNI RIVELLI – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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