Nessuna risoluzione della vertenza “Tempa Rossa”: gli ex lavoratori ed i Comitati chiedono l’intervento del Governo

Nonostante siano trascorsi diversi giorni dall’ultimo incontro tenutosi in Prefettura ed avente ad oggetto la risoluzione della vertenza “Tempa Rossa” ad oggi nessuna risposta compiuta e definitiva è resa agli ex lavoratori dell’indotto, ciò nonostante le rassicurazioni fornite in merito dall’Assessore Roberto Cifarelli e dallo stesso Prefetto che in quella circostanza si era resa garante e supervisore dello stato di avanzamento del tavolo delle trattative in essere in sede regionale.

Appare evidente che questo immotivato stallo dipenda dagli impegni politici che vedranno impegnati nella prossima campagna elettorale lo stesso Cifarelli e, stante ad alcune indiscrezioni dei media locali, anche alcuni sindaci dell’area.

Questo prova tutta la fondatezza dei timori espressi al Prefetto di Potenza dai rappresentanti degli ex lavoratori dell’indotto e dai Comitati i quali avevano espresso riserve sull’opportunità di mantenere in sede regionale il tavolo delle trattative proprio preoccupati dal fatto che l’imminente appuntamento elettorale potesse adombrare le loro prerogative e pregiudicare il buon esito delle trattative pendenti.

Per superare questa insopportabile stasi nei giorni scorsi è stata scritta una lettera anche ai vari ministeri interessati della questione ed allo stesso Prefetto rilevando come questo stato di cose potrebbe sfociare in azioni “forti”.

Di fatto nei prossimi giorni verrà nuovamente proclamato lo stato di agitazione ed è intenzione degli ex lavoratori e dei Comitati ripristinare entro la fine del mese un presidio del cantiere “Tempa Rossa” laddove non dovessero arrivare le notizie sperate.

Senza contare che ad oggi non restano senza risposta solo le istanze dei lavoratori ma anche quelle dei cittadini che per il tramite del Comitato  “La Voce di Corleto” hanno chiesto alle Istituzioni locali ed alla stessa Total di fornire informazioni circa l’accensione dei candelabri dell’impianto attesa la mancata definizione del piano di emergenza esterno necessaria  per avviare le prove di produzione del Centro Oli.

Né può ritenersi condizione sufficiente alla realizzazione della previsione normativa la mera pubblicazione del piano di emergenza esterno solo sui siti istituzionali, infatti, riteniamo che tale modalità non realizzi quella “previa consultazione della popolazione” voluta dalla norma prescritta in seno alla direttiva c.d. Seveso 3.

Per da piena contezza alle popolazioni interessate è necessario organizzare degli incontri istituzionali pubblici e dare maggiore risonanza mediatica all’evento.

Insomma siamo di fronte ad una situazione sempre più disperata dove a farla da padrone è l’assordante silenzio non solo di Total ma soprattutto delle Istituzioni che dovrebbero essere garanti dei diritti delle popolazioni interessate ed invece continuano, a quanto pare, a perseguire solo ed esclusivamente interessi personalistici per garantirsi un posto nel consesso regionale con buona pace di chi ogni giorno è costretto a sopravvivere in condizioni di assoluta precarietà ed incertezza.

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