Politica

Nasce il governo Lega-5stelle: Conte premier, ecco la (probabile) lista dei ministri

La comunicazione ufficiale arriva intorno alle 19:00 in una nota congiunta a doppia firma Luigi Di Maio e Matteo Salvini.
“È stato raggiunto l’accordo per un governo politico M5S Lega con Giuseppe Conte Presidente del Consiglio”.
Il governo c’è: ed è un governo politico frutto dell’accordo tra Movimento 5 stelle e Lega e già da domenica 3 Giugno il presidente del Consiglio potrebbe presentarsi al Senato per il dibattito sulla fiducia. Anche di questo, secondo quanto apprende l’Adnkronos in ambienti parlamentari, si sarebbe parlato nei colloqui di questa mattina tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elsabetta Alberti Casellati.

Dopo quasi tre mesi di trattative, nessuno vuole rischiare di prolungare ulteriormente l’incertezza di mercati, partner europei e atlantici, oltre che gli interrogativi dell’opinione pubblica. Se tutto dovesse filare liscio per la formazione dell’esecutivo, lo scenario ideale sarebbe quello di avere un governo che alla festa solenne del 2 giugno avrebbe già giurato al Quirinale.“

Ma quali saranno quindi i ministri del Governo Lega – 5 stelle?

Fatto salvo che il nome di Giuseppe Conte come premier non è mai stato messo in discussione, il nodo dell’economia sarebbe stato risolto spostando Paolo Savona agli Affari europei.

Se il professor Conte è stato visto rientrare alla Camera – e si dà così per assodato il suo ruolo – a Montecitorio si fa il nome dell’economista Giovanni Tria come ministro dell’economia. Sarebbe quindi il preside della facoltà di economia dell’università di Tor Vergata a sostituire Paolo Savona nella casella che era in mano alla Lega, ma il suo nome sta già facendo discutere. Mentre l’ex ministro Moavero Milanesi andrebbe agli Esteri come garante della fedeltà all’europa.

Governo, Salvini e Di Maio vicepremier

Il resto della squadra di governo lo si può intuire dai nomi fatti da Di Maio dopo la rinuncia di Conte domenica scorsa. Con Conte alla presidenza del Consiglio, Di Maio e Salvini avrebbero avuto il ruolo di vicepresidenti.

Luigi Di Maio dovrebbe quindi mantenere l’incarico al super ministero dello Sviluppo economico unificato col ministero del Lavoro e affari sociali.

Matteo Salvini è sicuro di ottenere il ministero degli Interni. Sempre in quota Lega il numero due del Carroccio Giancarlo Giorgetti dovrebbe mantenere l’incarico di sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

I ministri del governo Conte

Il deputato pentastellato Riccardo Fraccaro (già questore a Montecitorio) sarebbe indirizzato al ministero dei rapporti con il Parlamento;

L’avvocato e senatrice della Lega Giulia Bongiorno dovrebbe mantenere l’incarico di ministro alla Pubblica amministrazione;

La senatrice della Lega Erika Stefani agli Affari regionali e autonomie;

La senatrice M5s Barbara Lezzi dovrebbe mantenere il ministero per il Sud

Il vicesegretario della Lega Lorenzo Fontana dovrebbe mantenere la guida del nascente ministero per la Disabilità;

Il deputato del Movimento 5 stelle Alfonso Bonafede dovrebbe mantere il ministero della Giustizia ;

L’analista nei temi della difesa e della sicurezza Elisabetta Trenta dovrebbe mantenere in quota M5s il ministero della Difesa;

Il senatore della Lega Gianmarco Centinaio dovrebbe mantenere il ministero delle Politiche agricole;

Il geologo marchigiano, professore ordinario all’università di Siena, Mauro Coltorti dovrebbe mantenere in quota M5s il ministero delle Infrastrutture;

Il provveditore di Milano Marco Bussetti dovrebbe mantenere in quota M5s il ministero dell’Istruzione;

Il direttore della Nuova Accademia di Belle Arti Milano Alberto Bonisoli dovrebbe mantenere in quota M5s il ministero dei Beni culturali e turismo;

Il capogruppo del M5s alla Camera Giulia Grillo dovrebbe mantenere il ministero della Salute.

Economia, il ministero che fa discutere

Giovanni Tria, presidente della Scuola nazionale dell’amministrazione e professore ordinario di economia politica all’università di Tor Vergata, è il nome che nelle ultime ore circola per il posto di titolare del Mef nel governo gialloverde.

Tria aveva commentato dalle colonne di Fomiche.net le prime indiscrezioni del contratto di governo tra M5S e Lega mettendo un monito sul reddito di cittadinanza e promuovendo la flat tax.

Per la misura bandiera dei Cinque Stelle, il reddito di cittadinanza, spiegava Tria che “non sappiamo ancora cosa sarà questo reddito di cittadinanza e, quindi, le risorse richieste e l’ampiezza del pubblico dei beneficiari. Esso sembra oscillare tra una indennità di disoccupazione un poco rafforzata, (e tale da avvicinarla a sistemi già presenti in altri paesi europei, come ad esempio in Francia, certamente più generosa dell’Italia con chi perde il lavoro) e magari estesa a chi è in cerca di primo impiego, e un provvedimento, improbabile, tale da configurare una società in cui una parte della popolazione produce e l’altra consuma”.

Chi è Giovanni Tria

“Più interessante è l’obiettivo della flat tax – spiegava l’economista – , che coincide con l’obiettivo di riduzione della pressione fiscale come condizione di una politica di crescita, soprattutto se si vede questo obiettivo non tanto come un modo per aumentare il reddito spendibile di famiglie e imprese, e quindi sostenere la domanda interna, ma come un modo per aumentare il rendimento dei fattori produttivi, lavoro e capitale, e quindi anche degli investimenti”.

“Naturalmente, conterà anche in questo caso la sua declinazione specifica per valutarne la sostenibilità – avvertiva Tria – . Si parla di partire con una doppia aliquota. La questione è tecnicamente complessa ma ciò che conta è avviare il processo di semplificazione del sistema e la sua sostenibilità dipende non tanto dall’aliquota unica o le due aliquote, ma dal livello delle aliquote”.
FONTE: TODAY.IT

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