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Mini-vitalizi: abrogata la retroattività del trattamento

Si è conclusa alle 23 in punto la seduta fiume del consiglio regionale convocato ieri su richiesta di sei consiglieri di maggioranza per discutere delle indennità differite.

Con 11 voti a favore e 8 contrari approvata la proposta di legge della maggioranza che proponeva l’eliminazione della retroattività e la rimozione del collegamento con il fondo istituito nel 2017. Potranno usufruirne solo i consiglieri eletti a partire dalla 12esima legislatura.

Non approvata invece la proposta dell’opposizione di abrogare gli articoli 16 e 17 della legge regionale del 30 dicembre scorso. in questo caso 11 i voti contrari e 8 i favorevoli.

In apertura dei lavori il presidente della Giunta Vito Bardi aveva illustrato i punti della proposta di legge del centro destra annunciando la propria rinuncia al mini vitalizio per “rafforzare la fiducia dei lucani nelle istituzioni”.

Subito dopo il caos in aula.

Durante una sospensione dei lavori – seguita alla richiesta di intervento dell’assessore Cicala – scoppia la bagarre. Volano parole forti tra l’assessore alla Salute Latronico e il consigliere di Basilicata Casa Comune Angelo Chiorazzo.

Alla ripresa, l’assessore alle Politiche agricole lancia la proposta – già trapelata nelle ore precedenti – di abrogare in toto gli articoli 16 e 17 del Collegato alla legge di stabilità, appellandosi anche a una richiesta in questo senso dei vertici nazionali del suo partito, Fratelli d’Italia.

Ancora un’interruzione prima del lungo dibattito. E tanti strascichi.

Dal centrodestra la condanna per le espressioni usate da Chiorazzo nei confronti di Latronico. Dalla minoranza solidarietà al vicepresidente dell’assise che fa ammenda sulla forma ma non sulla sostanza ovvero “la pretesa di poter consentire o non consentire a qualcuno di esprimere il suo pensiero”.

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