Società e Cultura

Maltrattamenti bimbi in asili, Di Giacomo: “mettere fine a tristissimo episodio”

Video choc di maestre che picchiano, maltrattano, umiliano bambini; servizi giornalistici e televisivi su “asili dell’orrore”; racconti strazianti di piccoli: il tristissimo fenomeno di maestre violente con i propri alunni – da Potenza e provincia, a Fiumicino e Vercelli, da Piacenza a Taranto e nel Casertano, per fermarci solo agli ultimi casi – è purtroppo molto diffuso nel nostro Paese e richiede misure eccezionali. Nella nostra campagna per la sicurezza denominata “chi è la vittima e chi è il carnefice”, che da mesi svolgiamo in tante città grandi e piccole d’Italia, i minori vittime di carnefici che non meritano alcun tipo di commiserazione sono, insieme agli anziani, i soggetti sociali più deboli da tutelare con ogni mezzo, primo fra tutti l’installazione di sistemi di videosorveglianza per prevenzione e controllo.

Ad affermarlo è Aldo Di Giacomo, responsabile Sicurezza di Civica Popolare e segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) che aggiunge: dissento profondamente dal parere contrario espresso dalla 7° Commissione del Senato, appena sciolto,  sulla proposta di installare per legge telecamere di videosorveglianza in asili nido, scuole dell’infanzia e strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità, secondo la motivazione che la videosorveglianza «qualora sia necessaria, può essere disposta per iniziativa della magistratura, senza appositi provvedimenti legislativi» e che  «prevedere per legge tale possibilità  testimonierebbe il fallimento della scuola”. Quando interviene la magistratura è già tardi. Le famiglie che affidano i bambini a scuole pubbliche o private – sostiene Di Giacomo – hanno diritto di serenità e pertanto di prevenire i diffusi casi di violenza di ogni tipo. Ci sono esempi virtuosi nel nostro Paese di centri privati per l’infanzia che già adottano un moderno sistema di videosorveglianza consentendo, nel pieno rispetto della privacy, ai genitori muniti di app e password di guardare attraverso il telefonino o il pc in ogni momento della giornata cosa accade a scuola. E’ d’altronde questo un deterrente importante per le maestre che nessuno vuole colpevolizzare nel loro complesso ma nemmeno, come è accaduto nell’ultima triste vicenda di  Fiumicino – dove la maestra violenta finita ai domiciliari, non insegna più, ma lavora nell’Ufficio scuola del Comune – considerare le esecutrici degli atti di violenza di responsabilità minore rispetto a quanti commettono reati della stessa gravità e conseguenze su minori.

Nel ricordare che il S.PP. ha contribuito a raccogliere circa 2 milioni 300 mila firme in tutt’Italia a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare sulla legittima difesa, Di Giacomo annuncia: nella prossima legislatura parlamentare ci faremo promotori di un’analoga ma specifica proposta di legge di iniziativa popolare con il sostegno delle associazioni delle famiglie e di quanti vorranno sostenerla.

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