Politica

I libri contabili di Acquedotto lucano, vanno portati in tribunale


Resto convinto che Acquedotto lucano abbia erogato più debiti che acqua e, in risposta alle precisazioni inviate qualche settimana fa alla stampa dall’ente idrico, ribadisco che bisognerebbe ripristinare una moralità amministrativa e contabile.

Non solo per i 29 milioni di euro di derivati Eurobur sottoscritti ricorrendo al comodo portafoglio dei cittadini, ma anche e soprattutto perché i libri contabili della società vanno probabilmente portati in Tribunale per dichiarare il fallimento dell’ente. Acquedotto lucano è sommerso da 198 milioni di euro di debiti, pareggiati da crediti in buona parte forse non più esigibili e da una esposizione verso le banche che sarà addebitata ai cittadini, quando nella realtà, toccherebbe a tutti gli amministratori succedutesi in questi anni ripianare i debiti della loro manifesta incapacità di gestione. A partire dai derivati Eurobur, crollati l’anno successivo al contratto, nel 2004, che sarebbero stati stipulati grazie a una relazione del dirigente amministrativo al Cda aziendale. Relazione che sarebbe stata redatta insieme a un consulente dell’allora presidente campano, Antonio Bassolino.

Pertanto, ribadisco alcuni concetti espressi nel mio precedente scritto sulla gestione dell’Acquedotto lucano, partendo proprio dal numero dei dirigenti, che a me risultano essere ben 8 e non 6, come invece dichiara l’ente nella replica.

Di questi 8 dirigenti, 2 potrebbero essere definiti “fantasma”: uno sarebbe addirittura stato per 18 mesi in malattia/ferie e ora è in aspettativa a vita, il che significa che può tornare quando vuole a prendersi uno stipendio di 120 mila euro all’anno. L’altro sarebbe distaccato in Regione con la funzione di direttore generale e con nomina di commissario per il “Piano depuratori”.

La Basilicata è attualmente in infrazione comunitaria perché Acquedotto lucano non ha adeguato gli impianti per la depurazione. Per tutta risposta, un dirigente dell’ente idrico responsabile dell’infrazione comunitaria, viene nominato commissario per il piano dei depuratori. È questa una vecchia abitudine, nel Paese in cui chi doveva vigilare, e non lo ha fatto, viene nominato a sua volta il vigilante di se stesso. Gli si dà anche la qualifica di “commissario” e lo si mette così in condizioni di agire in emergenza e con pieni poteri.

Direi inoltre, per quanto riguarda buona parte dei 163 milioni di euro di crediti messi in bilancio, che più che crediti potrebbero configurarsi come un danno erariale, in quanto se non correttamente e tempestivamente contestati agli utenti, il rischio che essi siano in parte prescritti è alto, trattandosi di crediti che risalgono anche a 10 anni fa. E tra i morosi di lunga data, troviamo sia le normali utenze cittadine che grandi utenze private e pubbliche.

Cinque milioni di euro, dei 34 che cita nella sua risposta Acquedotto lucano e dovuti alle morosità dei cittadini, potrebbero essere già prescritti e, dunque, non più esigibili. Se fosse vero, perché li troviamo in bilancio?

Anche se il vero bubbone dei crediti messi in bilancio è quello mai riscosso dai Consorzi, dai Comuni e dalle Asl, tutti sub-enti pubblici che, sembra, non paghino le loro bollette e nessuno imporrebbe loro di pagarle. Solo i consorzi, pare, debbano 30 milioni di euro per ben 14 anni di morosità, senza che mai abbiano perso l’erogazione, per un enorme mancato incasso che in questi anni, probabilmente, sarebbe stato coperto prendendo soldi in prestito, al 4% di interessi, dalle banche, e al 2% da Sace.

Le banche, si sa, coprono facilmente i debiti di un sub-ente pubblico, perché sanno che dietro c’è la Regione; solo che io ho cercato nei bilanci regionali il debito dei sub enti pubblici verso l’acquedotto lucano senza però riuscire a trovarlo in nessun capitolo. E senza una impegnativa di spesa, la Regione non credo possa onorare i debiti dei suoi sub-enti.

Dunque, chiedo ad Acquedotto lucano: non sono stato capace io di trovare le coperture finanziarie all’esposizione debitoria dei sub-enti verso la SpA idrica, o semplicemente non esistono? Perché, Nel secondo caso, mi chiedo come possa mai Acquedotto lucano a emettere fattura verso i consorzi al fine di pareggiare il bilancio.

Vito Petrocelli, senatore M5S

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