I dati parlano chiaro. La situazione degli invasi lucani è migliore rispetto a quella fotografata un anno fa.
C’è più acqua, soprattutto nella diga del Camastra: sei milioni di metri cubi in più. Erano circa 370mila nel 2024, oggi sono oltre sei milioni e mezzo i metri cubi netti totali.
Un tesoretto frutto delle abbondanti precipitazioni degli ultimi giorni, che hanno dato una mano anche altre zone della Basilicata.
Nell’area sud per esempio, dove la diga di Montecotugno ha guadagnato qualche centimetro sfiorando i 38 milioni di metri cubi.
Continuano invece le difficoltà per il bacino del Pertusillo, dove rispetto al 2024 ne mancano quasi 9 milioni e mezzo.
Gli effetti di questo novembre piovoso, che sulle cime ha regalato anche una spolverata di neve, si fanno sentire anche nell’invaso di Genzano, dove tra ieri e oggi la variazione del livello è cresciuto di 3 centimetri.
Un quadro più roseo, ma resta l’allerta.
La crisi idrica sta infatti mettendo a dura prova il Vulture Melfese, dove da inizio mese sono arrivate misure straordinarie, con interruzioni notturne alla distribuzione.
La Regione è ancora in attesa della dichiarazione dello stato di emergenza per deficit idrico da parte del governo nazionale.
Intanto il Consiglio della Provincia di Potenza ha approvato la mozione per la “Dichiarazione di Emergenza Climatica e Ambientale”.
Il documento prevede l’elaborazione di un piano di azione climatica locale con il sostegno finanziario di governo nazionale e regionale.




