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Lavoro, una fotografia in chiaroscuro per la Basilicata

a Basilicata è una regione che forma talenti digitali, ma fatica a trattenere i giovani imprenditori.

È la fotografia – contraddittoria – scattata dall’incrocio tra una ricerca dell’Ufficio Studi di Confartigianato su lavoro e intelligenza artificiale e i dati diffusi dal Forum dei Giovani Imprenditori di Confcommercio.

In dieci anni la regione ha perso 150 imprese under 35 all’anno. Eppure, nello stesso periodo è diventata la regione che assume più talenti con competenze in intelligenza artificiale.

I dati di Confcommercio attestano la scomparsa di 1.500 imprese under 35 in Basilicata nell’ultimo decennio.

Si passa da poco più di 6.500 attività a 5mila: un calo di oltre il 21%.

Nel confronto con le altre regioni meridionali, la Basilicata risulta comunque la meno colpita: Molise e Abruzzo registrano perdite superiori al 35%; la Calabria del 34,4%; la Sicilia del 32,9%; la Puglia del 28,6%.

C’è, però, anche il rovescio della medaglia. L’Ufficio Studi di Confartigianato colloca infatti la Basilicata al primo posto in Italia per nuovi assunti con competenze digitali avanzate: il 15,1% contro il 13,8% del Mezzogiorno e il 12,8% del Nord-Ovest.

In questo caso sono le regioni del Sud a fare meglio: seguono infatti la Sicilia con il 14,7% e la Campania con il 14,4%.

Merito anche delle misure per lo sviluppo delle competenze digitali dei giovani neolaureati o disoccupati, come quelle promosse con il progetto “Basilicata Academy” e finanziate con i soldi del piano nazionale di ripresa e resilienza, canalizzati nel Programma Gol – Garanzia Occupabilità Lavoratori.

Progetti, questi, che possono aprire la strada al lavoro dipendente qualificato. A mancare, ancora, è un ecosistema capace di trattenere i talenti formati – e chiunque voglia o possa fare impresa – in imprenditori che restano in Basilicata.

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